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lunedì 30 settembre 2013

"Rumori secondari" di Mario Benedetti



Mi concedo l'onore di rassegnarmi, solo questa notte…
Eduard Hopper, Automat, 1927



Rumori secondari

Mi concedo l'onore di rassegnarmi,
solo questa notte,
come riposo.
Domattina presto aprirò gli occhi,
sarò un'altra volta coraggioso e ordinario
ribelle con le mani in tasca
eterno con la morte all'occhiello.
Solo in questa notte priva di luna
credere di andare,
credere di venire,
credere che il mio cuore non potrà mai più
aumentare in dimensione e nostalgie
solo questa notte
per favore,
per pietà,
sentirmi vinto
umile
devastato
fatto e disfatto con avanzi di Dio
qui a sognare senza permesso,
a mentire senza speranza
ma sapendo che si tratta
solo di questa notte sterile e unica.
Domani alle sette aprirò gli occhie un'altra volta
mi darò da fare senza lamentarmi
e ascolterò il frastuono universale
senza che m'ingannino rumori secondari.

- Mario Benedetti


La resa come pausa necessaria per riprendere fiato… 
Come propulsore per ripartire, non importa se nella stessa direzione o in una completamente diversa…
Arrendersi all'evidenza che non si può più nascondere, che urla sotto il frastuono della quotidianità e che appare nuda in certi vuoti temporali, quando il tempo pare rallentare per lasciarti vedere e udire ciò che era sottofondo, rumore secondario
E allora: pausa. Guardare la realtà, arrendersi ad essa per crearne una che ci somigli di più…
Del resto a che serve lottare contro i mulini a vento?




Mario Orlando Hamlet Hardy Brenno Benedetti-Farugia, noto come Mario Benedetti (Paso de los Toros, 14 settembre 1920 – Montevideo, 17 maggio 2009), è stato un poeta, saggista, scrittore e drammaturgo uruguaiano.






Edward Hopper (Nyack, 22 luglio 1882 – New York, 15 maggio 1967) è stato un pittore statunitense famoso soprattutto per i suoi ritratti della solitudine nella vita americana contemporanea. Oggi è considerato uno dei grandi maestri americani, citato in qualche caso come precursore della Pop Art.
Di lui è stato detto che sapeva "dipingere il silenzio".








domenica 29 settembre 2013

"Albero 'e cerase" di Raffaele Pisani



Foto: Rosanna Bazzano, le ciliege a giugno…


Albero 'e cerase

Si io putesse scegliere
scigliesse nu ciardino
cu n'albero 'e cerase…

- Raffaele Pisani



Raffaele Pisani (Napoli 20 gennaio1940) è una delle voci più autorevoli e appassionate della poesia napoletana. Allievo di E.A.Mario.
Parlano di lui le sue più di 30 raccolte poetiche e le più autorevoli firme della critica letteraria su tutte le maggiori testate giornalistiche.
Ne copio l'ultima in ordine temporale a scopo esemplificativo:

“Raffaele Pisani è stato il primo ad inserire Gandhi, Madre Teresa di Calcutta e Anna Frank nella poesia dialettale. Cantore dell’amore e dell’impegno sociale è in libreria con due raccolte di versi, entrambe pubblicate dalla CUECM, “COMME NASCETTE NAPULE” e “FRANCE’, poesie d’ammore pe’ Francesca”, con la prefazione dello storico della lingua e studioso del napoletano Nicola De Blasi. “Comme nascette Napule” deve il titolo alla lirica d’apertura, che immagina un Dio impegnato a creare Napoli con l’aiuto di San Pietro per farne omaggio alla Madonna. Un regalo che nasce come un’opera d’arte e viene rovinato dai napoletani: “Che peccato ca po’ Dio/ dette tutto mmocch”e cane/ affidanno stu tesoro/ proprio a nnuie napulitane!” Il volumetto affianca alla poesia di denuncia altri temi cari all’autore, come l’amore per la moglie Francesca. Il mondo nascosto dei sentimenti, in questa raccolta solo accennato, diventa predominante invece in “FRANCE’ ” che Nicola De Blasi definisce “rivoluzionaria” in un’epoca caratterizzata dal consumismo affettivo. Anche qui una poesia limpida e chiara per raccontare – come in un diario scandito da luoghi, mesi e stagioni – un amore fatto di piccole cose, evocato nella sua quotidianità e in un rapporto che sa di antico, dove il sentimento per la donna amata diventa paradigma esistenziale”. (Ida Palisi, “Il Mattino”, 2 gennaio 2012).

















Io e Raffaele Pisani, 11.12.2009



venerdì 27 settembre 2013

"Vessilli del cuore" di FAWZIYYA AL- SINDI



d'amore e nostalgia bruciai…
dip. Vladimir Volegov







Vessilli del cuore
Mio amore 
fiorito come amore proibito 
braccia collassate attraverso momenti segreti. 
D'amore e nostalgia bruciai 
per le rose della tua passione.


- Fawziyya Al- Sindi







Fawziyya al-Sindi è una poetessa del Bahrain . Ha pubblicato cinque raccolte di poesie dal 1982 e ha avuto il lavoro pubblicato in Banipal rivista.





Vladimir Volegov è nato a Chabarowsk in Russia. Inizia a dipingere alla tenera età di tre anni. Si diploma presso la scuola d’arte "Krivoj Rog".
La sua fama è in continua ascesa. I suoi dipinti sono riconosciuti e apprezzati nel mondo internazionale dell’Arte.


giovedì 26 settembre 2013

"Il centro del cuore" di Jorge Louis Borges


posso darti la mia solitudine, le mie tenebre, la fame del mio cuore
Willy Ronis



Il centro del cuore non consiste in
parole, non si baratta coi sogni e non
è intaccato da tempo, gioie e avversità.
ti offro il ricordo di una rosa gialla vista
anni prima che tu nascessi.
ti offro spiegazioni di te, teorie su
te, vere e sorprendenti notizie
che ti riguardano.
posso darti la mia solitudine, le mie tenebre, la fame
del mio cuore: tento di sedurti con
l’incertezza, col pericolo, con la sconfitta.

- Jorge Luis Borges



Jorge Francisco Isidoro Luis Borges Acevedo, noto come Jorge Luis Borges (Buenos Aires, 24 agosto 1899 – Ginevra, 14 giugno 1986), è stato uno scrittore, poeta, saggista, traduttore e docente universitario argentino.

È ritenuto uno dei più importanti e influenti scrittori del XX secolo.





Willy Ronis (Parigi, 14 agosto 1910 – Parigi, 12 settembre 2009) è stato un fotografo francese che si era dedicato alle immagini prese dal vivo (sur le vif) e in bianco e nero. Fu uno dei più importanti rappresentanti del movimento che si è chiamato la fotografia umanistica.

mercoledì 25 settembre 2013

"Sono più miti le mattine" di Emily Dickinson



l'acero indossa la sciarpa più gaia…
Leonid Afremov, End of summer



Sono più miti le mattine 

Sono più miti le mattine
e più scure diventano le noci
e le bacche hanno un viso più rotondo,
la rosa non è più nella città.

L'acero indossa una sciarpa più gaia,
e la campagna una gonna scarlatta.
Ed anch'io, per non essere antiquata,
mi metterò un gioiello.

- Emily Dickinson 




Emily Elizabeth Dickinson (Amherst, 10 dicembre 1830 – Amherst, 15 maggio 1886) è stata una poetessa statunitense. È considerata tra i maggiori lirici del XIX secolo.












Leonid Afremov (nato il 12 Luglio, 1955 a Vitebsk , Bielorussia ) è un moderno artista impressionista russo-israeliano che lavora prevalentemente con un coltello e gli oli tavolozza.











martedì 24 settembre 2013

"Le mie mani" di Rosanna Bazzano




August Macke, Nu assis sur des cussins, 1911



Le mie mani

E sono ancora
una condanna
le mie mani.

La sete e l’acqua
quando asciutta
è la fonte.

- Rosanna Bazzano 
(da L'Olivo Saraceno, 2009)




Rosanna Bazzano: ( Floridia, SR,  1969) è poeta e scrittrice italiana, per la biografia vedere l'apposita pagina di questo blog.













August Macke (Meschede, 3 gennaio 1887 – Perthes-lès-Hurlus, 26 settembre 1914) è stato un pittore tedesco, uno degli esponenti principali del movimento espressionista tedesco Der Blaue Reiter (Il cavaliere blu).












lunedì 23 settembre 2013

23 settembre 1985 - 23 settembre 2013 Per non dimenticare…


Oggi si commemora l'assassinio di Giancarlo Siani, non ho trovato poesie degne di questo nome per onorarrne la memoria quindi ho deciso di lasciare questa poesia su Peppino Impastato per l' evidente  parallelismo della vicenda umana. 
Un  accorato e doloroso applauso a chi non ha avuto paura di guardare il mostro in faccia…




Giancarlo Siani
Peppino Imastato














La matri di Pippinu


Chistu unn'è me figghiu.

Chisti un su li so manu 
chista unn'è la so facci. 
Sti quattro pizzudda di carni 
un li fici iu.
Me fighhiu era la vuci 
chi gridava 'nta chiazza 
eru lu rasolu ammulatu 
di lo so paroli 
era la rabbia 
era l'amuri 
chi vulia nasciri 
chi vulia crisciri.

Chistu era me figghiu 
quannu era vivu, 
quannu luttava cu tutti: 
mafiusi, fascisti, 
omini di panza 
ca un vannu mancu un suordu 
patri senza figghi 
lupi senza pietà.

Parru cu iddu vivu 
un sacciu parrari 
cu li morti. 
L'aspettu iornu e notti, 
ora si grapi la porta 
trasi, m'abbrazza, 
lu chiamu, è nna so stanza 
chi studìa, ora nesci, 
ora torna, la facci 
niura come la notti, 
ma si ridi è lu suli 
chi spunta pi la prima vota, 
lu suli picciriddu.

Chistu unn'è me figghiu. 

Stu tabbutu chinu 
di pizzudda di carni 
unn'è di Pippinu.
Cca dintra ci sunnu 
tutti li figghi 
chi un puottiru nasciri 
di n'autra Sicilia


- Umberto Santino, 1979

Traduzione:

La madre di Peppino
Questo non è mio figlio. 
Queste non sono le sue mani 
questo non è il suo volto. 
Questi brandelli di carne 
non li ho fatti io.

Mio figlio era la voce 
che gridava nella piazza 
era il rasoio affilato 
delle sue parole 
era la rabbia 
era l'amore 
che voleva nascere 
che voleva crescere.

Questo era mio figlio 
quand'era vivo, 
quando lottava contro tutti: 
mafiosi, fascisti, 
uomini di panza 
che non valgono neppure un soldo 
padri senza figli 
lupi senza pietà.

Parlo con lui vivo 
non so parlare 
con i morti. 
L'aspetto giorno e notte, 
ora si apre la porta 
entra, mi abbraccia, 
lo chiamo, è nella sua stanza 
a studiare, ora esce, 
ora torna, il viso 
buio come la notte, 
ma se ride è il sole 
che spunta per la prima volta, 
il sole bambino.

Questo non è mio figlio.

Questa bara piena 

di brandelli di carne 

non è di Peppino.

Qui dentro ci sono 
tutti i figli 
che non sono potuti nascere 
in un'altra Sicilia.


Giuseppe Impastato, meglio noto come Peppino (Cinisi, 5 gennaio 1948 – Cinisi, 9 maggio 1978), è stato un giornalista, attivista e poeta italiano, noto per le sue denunce contro le attività mafiose a seguito delle quali fu assassinato, vittima di un attentato il 9 maggio 1978.


Giancarlo Siani (Napoli, 19 settembre 1959 – Napoli, 23 settembre 1985) è stato un giornalista italiano, noto per le sue denunce contro le attività camorristiche a seguito delle quali fu assassinato, vittima di un attentato il 23 settembre 1985.



Umberto Santino ha fondato e dirige il Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato" di Palermo. Da decenni é uno dei militanti democratici più impegnati contro la mafia ed i suoi complici. E’ uno dei massimi studiosi a livello internazionale di questioni concernenti i poteri criminali, i mercati illegali, i rapporti tra economia, politica e criminalità.








Un grazie all'amico Francesco Sabatino che mi ha segnalato questa vibrante poesia.

domenica 22 settembre 2013

"La matri di Pippinu" di Umberto Santino




Peppino Impastato




La matri di Pippinu


Chistu unn'è me figghiu.
Chisti un su li so manu
chista unn'è la so facci.
Sti quattro pizzudda di carni
un li fici iu.
Me fighhiu era la vuci
chi gridava 'nta chiazza
eru lu rasolu ammulatu
di lo so paroli
era la rabbia
era l'amuri
chi vulia nasciri
chi vulia crisciri.

Chistu era me figghiu
quannu era vivu,
quannu luttava cu tutti:
mafiusi, fascisti,
omini di panza
ca un vannu mancu un suordu
patri senza figghi
lupi senza pietà.

Parru cu iddu vivu
un sacciu parrari
cu li morti.
L'aspettu iornu e notti,
ora si grapi la porta
trasi, m'abbrazza,
lu chiamu, è nna so stanza
chi studìa, ora nesci,
ora torna, la facci
niura come la notti,
ma si ridi è lu suli
chi spunta pi la prima vota,
lu suli picciriddu.

Chistu unn'è me figghiu.

Stu tabbutu chinu
di pizzudda di carni
unn'è di Pippinu.
Cca dintra ci sunnu
tutti li figghi
chi un puottiru nasciri
di n'autra Sicilia


- Umberto Santino, 1979

Traduzione:

La madre di Peppino
Questo non è mio figlio.
Queste non sono le sue mani
questo non è il suo volto.
Questi brandelli di carne
non li ho fatti io.

Mio figlio era la voce
che gridava nella piazza
era il rasoio affilato
delle sue parole
era la rabbia
era l'amore
che voleva nascere
che voleva crescere.

Questo era mio figlio
quand'era vivo,
quando lottava contro tutti:
mafiosi, fascisti,
uomini di panza
che non valgono neppure un soldo
padri senza figli
lupi senza pietà.

Parlo con lui vivo
non so parlare
con i morti.
L'aspetto giorno e notte,
ora si apre la porta
entra, mi abbraccia,
lo chiamo, è nella sua stanza
a studiare, ora esce,
ora torna, il viso
buio come la notte,
ma se ride è il sole
che spunta per la prima volta,
il sole bambino.

Questo non è mio figlio.
Questa bara piena
di brandelli di carne
non è di Peppino.
Qui dentro ci sono
tutti i figli
che non sono potuti nascere
in un'altra Sicilia.


Giuseppe Impastato, meglio noto come Peppino (Cinisi, 5 gennaio 1948 – Cinisi, 9 maggio 1978), è stato un giornalista, attivista e poeta italiano, noto per le sue denunce contro le attività mafiose a seguito delle quali fu assassinato, vittima di un attentato il 9 maggio 1978.



Umberto Santino ha fondato e dirige il Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato" di Palermo. Da decenni é uno dei militanti democratici più impegnati contro la mafia ed i suoi complici. E’ uno dei massimi studiosi a livello internazionale di questioni concernenti i poteri criminali, i mercati illegali, i rapporti tra economia, politica e criminalità.








Un grazie all'amico Francesco Sabatino che mi ha segnalato questa vibrante poesia.


sabato 21 settembre 2013

autunno J. R. Jiménez



Abbott Fuller Graves, Still life of roses



Tutto l'autunno, rosa,
è questo solo petalo
che cade.

Bimba, tutto il dolore
è questa sola goccia tua
di sangue.

- J. R. Jiménez




Juan Ramón Jiménez Mantecón (Moguer, 24 dicembre 1881 – San Juan, 29 maggio 1958) è stato un poeta spagnolo. Premio Nobel per la letteratura nel 1956, è stato uno dei più importanti intellettuali della generazione del '14.










Abbott Fuller Graves (1859-1936) è stato un pittore e illustratore americano specializzato in pitture decorative da giardino all'aperto e nature morte floreali. Il suo uso di pennellate spesse, colori brillanti, e la luce naturale mostra l'influenza dell'impressionismo europeo. (Non sono riuscita a trovare una foto dell'artista e quindi ho messo un suo soggetto, mi scuso)









venerdì 20 settembre 2013

"La nostalgia del futuro" di Giovanni Raboni




quando alle mie carezze smetterai di bagnarti…
Auguste Rodin, L'idolo eterno




Io che ho sempre adorato le spoglie del futuro
e solo del futuro, di nient'altro
ho qualche volta nostalgia
ricordo adesso con spavento
quando alle mie carezze smetterai di bagnarti,
quando dal mio piacere
sarai divisa e forse per bellezza
d'essere tanto amata o per dolcezza
d'avermi amato
farai finta lo stesso di godere.


- Giovanni Raboni




Giovanni Raboni ( sito: Giovanni Raboni) Milano, 22 gennaio 1932 – Fontanellato, 16 settembre 2004) è stato un poeta, scrittore e giornalista italiano appartenente alla "generazione degli anni trenta", insieme ad alcuni dei più conosciuti nomi della letteratura italiana. La sua ultima compagna è stata la poetessa Patrizia Valduga.











François-Auguste-René Rodin (Parigi, 12 novembre 1840 – Meudon, 17 novembre 1917) è stato uno scultore e pittore francese.








giovedì 19 settembre 2013

"Succede" di Pablo Neruda



Succede che mi stanco di essere uomo
Edward Munch, Disperazione




Succede che mi stanco di essere uomo
Succede che entro nelle sartorie e nei cinema smorto,
impenetrabile, come un cigno di feltro
che naviga in un'acqua di origine e di cenere.
L'odore dei parrucchieri mi fa piangere e stridere
Voglio solo un riposo di ciottoli o di lana
non voglio più vedere stabilimenti e giardini
mercanzie, occhiali e ascensori.
Succede che mi stanco dei miei piedi e delle mie unghie
e dei miei capelli e della mia ombra
Succede che mi stanco di essere uomo.
Dopo tutto sarebbe delizioso
spaventare un notaio con un giglio mozzo
o dar morte a una monaca con un colpo d'orecchio.
Sarebbe bello andare per le vie con un coltello verde
e gettar grida fino a morir di freddo.
Non voglio essere più radice nelle tenebre,
barcollante, con brividi di sonno, proteso all'ingiù,
nelle fradicie argille della terra
assorbendo e pensando, mangiando tutti i giorni.
Non voglio per me tante disgrazie
non voglio essere più radice e tomba
sotterraneo deserto, stiva di morti,
intirizzito, morente di pena.
E per ciò il lunedì brucia come il petrolio
Quando mi vede giungere con viso da recluso
e urla nel suo scorrere come ruota ferita
e fa passi di sangue caldo verso la morte.
E mi spinge in certi angoli, in certe case umide,
in ospedali dove le ossa escono dalla finestra,
in certe calzolerie che puzzano d'aceto
in strade spaventose come crepe.
Vi sono uccelli color zolfo e orribili intestini
appesi alle porte delle case che odio,
vi sono dentiere dimenticate in una caffetteria
vi sono specchi
che avrebbero dovuto piangere di vergogna e spavento,
vi sono ombrelli dappertutto e veleni e ombelichi.
Io passeggio con calma, con occhi, con scarpe,
con furia, con oblio
passo attraverso uffici e negozi ortopedici
e cortili con panni tesi a un filo metallico:
mutande, camicie e asciugamani che piangono
lente lacrime sporche.

- Pablo Neruda


Succede che ci si senta stanchi… che si voglia scendere dalla giostra… 
Ieri sera è un discorso che mi ha fatto una delle persone più care che ho… 
Ma io dico che la vita è la prossima battaglia, anche quando si è stanchi, anche quando tutto ci pare inutile, anche quando pensiamo di non farcela: la vita sempre!





Pablo Neruda, pseudonimo di Ricardo Eliezer Neftalí Reyes Basoalto (Parral, 12 luglio 1904 – Santiago del Cile, 23 settembre 1973), è stato un poeta, scrittore, attivista e diplomatico cileno. Viene considerato una delle più importanti figure della letteratura latino americana contemporanea.

Scelse l'appellativo d'arte Pablo Neruda, in onore dello scrittore e poeta cecoslovacco Jan Neruda, e che in seguito gli fu riconosciuto anche a livello legale. È stato insignito nel 1971 del Premio Nobel per la letteratura.

Ha anche ricoperto per il proprio Paese incarichi di primo piano diplomatici e politici. Inoltre è conosciuto per la sua adesione al comunismo (per cui subì censure e persecuzioni politiche, dovendo anche espatriare), la sua candidatura a Presidente del Cile nel 1970, e il successivo sostegno al socialista Salvador Allende. Morì in un ospedale di Santiago poco dopo il golpe di Pinochet nel 1973, ufficialmente di tumore ma in circostanze ritenute dubbie, mentre stava per partire per un nuovo esilio.





Edvard Munch (Løten, 12 dicembre 1863 – Ekely, 23 gennaio 1944) è stato un pittore norvegese.
È stato anche simbolista, incisore e un importante precursore dell'arte espressionista.
L'urlo (1893) è probabilmente la sua opera più conosciuta
Edvard Munch è il pittore dell'angoscia: gli unici temi che lo interessano sono la passione, la vita e la morte.














mercoledì 18 settembre 2013

"Nelle tue palme" di Elio Pecora


Nelle tue palme dischiuse lascia ch' io riposi stasera



Nelle tue palme dischiuse
lascia ch’io posi stasera
questo mio sonno di lacrime.
Né sei più tu chi diceva
"andremo..sempre..." Tu vai
incontro ad altre parole
per strade che non conosco
ed io rimango a pensare
se tutto fu gioco.

- Elio Pecora





Elio Pecora (Sant'Arsenio, 5 aprile 1936) è un poeta, scrittore e saggista italiano. È autore di poesie, romanzi, saggi critici, testi teatrali, prose e poesie per bambini. Ha curato antologie di poesia italiana e letture pubbliche di poesia. Ha collaborato a quotidiani, settimanali, riviste, programmi Rai. Dirige la rivista internazionale “Poeti e poesia”.

lunedì 16 settembre 2013

"L'assenza" di Rosanna Bazzano



l'orizzonte che si fa più lontano
Isola di Spetzes, Grecia - agosto 2013




Il mare, piano, mi fa respirare

e il sale asciuga la marea del cuore.

E pare quasi si possa sorridere

della distanza tra l’essere e il sembrare, 


dell'orizzonte che si fa più lontano,

della tua assenza, così necessaria

a chiamare ogni scoglio per nome.



- Rosanna Bazzano


Per la biografia vedere la specifica pagina di questo blog.

domenica 15 settembre 2013

"Na rosa" da Prospera Paturnia di Rosanna Bazzano


e tiene sempe nchiusa sta fenesta…


Na rosa


Na rosa t’aggio data int’ ’a na testa
piccerenella, tennera, nuvella,
te ll’aggio misa ncoppa ’a na fenesta
addò s' 'a vasa ’o sole e ’a fa cchiù bella.

Ma spisso tu t’ ’a scuorde e nun l’arracque
e tiene sempe nchiusa 'sta fenesta…
E s’è ammaluta, appecuntruta e stracqua…
Senza acqua e senza sole che lle resta?


- Prospera Paturnia


Prospera Paturnia è lo pseudonimo con cui Rosanna Bazzano firma i suoi versi in dialetto.













sabato 14 settembre 2013

"Conosco una città" di Gianni Rodari




conosco una città
Charles Fazzino, Heartaliciously Brodway 4






Conosco una città


Conosco una città

dove la primavera

arriva e se ne và

senza trovare un'albero

da rinverdire,

un ramo da far fiorire,

di rosa o di lillà

.

Per quelle strade murate

come prigioni

la povertà s'aggira

con le migliori intenzioni

appende un po' di verde

ai fili del tram, ai lampioni,

sparge dei fiori

davanti ai portoni

( e dopo un mpmentino,

se li prende un netturbino )

.

Altro da fare non le rimane,

per settimane e settimane,

che dirige il traffico

delle rondini, in alto,

dove la gente

non le vede e non le sente.

.

Di verde in questa città

( dirvi il suo nome non posso )

ci sono soltanto i semafori,

quando non segnano rosso.

.

- Gianni Rodari.




Conosco una sola città al mondo fatta così: il cuore dell'uomo che ama solo se stesso.





Gianni Rodari (Omegna, 23 ottobre 1920 – Roma, 14 aprile 1980) è stato uno scrittore, pedagogista e giornalista italiano, specializzato in testi per bambini e ragazzi e tradotto in moltissime lingue. Vincitore del prestigioso Premio Hans Christian Andersen (edizione 1970), fu uno tra i maggiori interpreti del tema "fantastico" nonché, grazie alla Grammatica della fantasia, sua opera principale, uno fra i principali teorici dell'arte di inventare storie.








Charles Fazzino (New York 1955) è un artista pop americano. Un innovatore in 3D stile pop art, il suo lavoro è esposto in centinaia di belle gallerie d'arte in tutto il mondo.

giovedì 12 settembre 2013

"Nike" di Maria Pawlikowska-Jasnorzewska




Nike di Samotracia, grafite





Nike

Sei come la Nike di Samotracia a Parigi
o insonne amore:
anche ferito, con lo stesso ardore
tendi le braccia mutilate e voli.

- Maria Pawlikowska-Jasnorzewska

Trad.M.Bersano Begey






Maria Pawlikowska-Jasnorzewska, nata Kossak (Cracovia 1894 - Manchester 1945)
Definita la "Saffo polacca", "regina della poesia lirica" ​​del periodo tra le due guerre di Polonia, legata al gruppo poetico Skamander.
Poliglotta, parlava fluentemente in francese , inglese e tedesco , si è sposata tre volte e ha vissuto la vita di un viaggiatore del mondo.











La Nike di Samotracia è una scultura in marmo pario (h. 245 cm) di scuola rodia, attribuita a Pitocrito, databile al 200-180 a.C. circa e oggi conservata nel Museo del Louvre di Parigi.

mercoledì 11 settembre 2013

"Il mio libro sei tu" di Edoardo Sanguineti




il mio libro sei tu, mio vecchio amore
Tamara de Lempicka, Nudo sdraiato che dorme



Il mio libro sei tu

Il mio libro sei tu, mio vecchio amore:
ti ho letto le tue vertebre, la pelle
dei tuoi polsi: ho tradotto anche il fragore
dei tuoi sbadigli: dentro le tue ascelle
ho inciso il mio minidiario: il calore
del tuo ombelico è un tuo glossario: nelle
xilografie delle tue rughe è il cuore
dei tuoi troppi alfabeti: alle mammelle
dei tuoi brevi capitoli ho affidato,
mia bibbia, le mie dediche patetiche:
questo solo sonetto, io l’ho copiato
dalla tua gola, adesso: e ho decifrato
la tua vagina, le tue arterie ermetiche,
gli indici tuoi, e il tuo fiele, e il tuo fiato.

- Edoardo Sanguineti - Radiosonetto



Eduardo Sanguneti (Genova, 9 dicembre 1930 – Genova, 18 maggio 2010) è stato un poeta e scrittore italiano, che ha fatto parte del Gruppo 63.














Tamara Łempicka, pseudonimo di Tamara Rosalia Gurwik-Górska (Varsavia, 16 maggio 1898 – Cuernavaca, 18 marzo 1980), è stata una pittrice polacca, appartenente alla corrente dell'Art Déco.

martedì 10 settembre 2013

"Svegliami" di Giovanni Raboni



sfiora allora davvero una mano il mio corpoRudolf Bonvie, Dialog, 1977



Svegliami


Svegliami, ti prego, succede ancora
d'implorare in un sogno a questa tenera
età, aiutami, fa' che non sia vera
l'oscena materia del buio. Sfiora

allora davvero una mano il mio
corpo assiderato e di colpo so
d'averti chiamata e che non saprò
più niente.

- Giovanni Raboni




Giovanni Raboni ( sito: Giovanni Raboni) Milano, 22 gennaio 1932 – Fontanellato, 16 settembre 2004) è stato un poeta, scrittore e giornalista italiano appartenente alla "generazione degli anni trenta", insieme ad alcuni dei più conosciuti nomi della letteratura italiana. La sua ultima compagna è stata la poetessa Patrizia Valduga.










Rudolf Bonvie (qui il suo sito) è un fotografo tedesco nato nel 1947 a Hoffnungsthal, che vive e lavora a Colonia.