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venerdì 13 giugno 2014

"Non è niente del tuo corpo" di Jaime Sabinas


non è niente del tuo corpo… 
solo queste mie braccia ostinate
Amedeo Modigliani, Nudo disteso con capelli



Non è niente del tuo corpo

Non è niente del tuo corpo
né la pelle, né gli occhi, né il ventre,
né quel luogo segreto che entrambi conosciamo,
fossa della nostra morte, conclusione della nostra sepoltura.
Non è la tua bocca – la tua bocca
uguale al tuo sesso –,
né l’incontro esatto dei tuoi seni,
né la schiena dolcissima e liscia,
né il tuo ombelico in cui bevo.
Né sono le tue cosce dure come il giorno,
né le ginocchia di avorio infuocato,
né i tuoi piccoli piedi sanguinanti,
né il tuo profumo, né i tuoi capelli.
Non è il tuo sguardo – che cos’è uno sguardo? -
triste luce distratta, pace senza padrone,
né il quaderno del tuo udito, né la tua voce,
né le occhiaie che ti lascia il sonno.
Neppure è la tua lingua di vipera,
freccia di vespe nell’aria cieca,
né il calore umido dell’asfissia
che sostiene il tuo bacio.
Non è niente del tuo corpo,
né un filo, né un petalo,
né una goccia, né un granello, né un momento.

È solo questo posto dove eri,
queste mie braccia ostinate.

- Jaime Sabinas




Jaime Sabines Gutiérrez (Tuxtla Gutiérrez, 25 marzo 1926 – Città del Messico, 19 marzo 1999) è stato un poeta e politico messicano.










Amedeo Clemente Modigliani, noto anche con i soprannomi di Modì e Dedo (Livorno, 12 luglio 1884 – Parigi, 24 gennaio 1920), è stato un pittore e scultore italiano, celebre per i suoi ritratti femminili caratterizzati da volti stilizzati e colli affusolati. Affetto da alcolismo su un fisico già dotato di una salute pessima, morì all'età di trentacinque anni. È sepolto nel cimitero parigino Père Lachaise.


martedì 10 giugno 2014

"…e amare" di Rosanna Bazzano da Voci e Versi









… e amare
è cantare un motivo
segreto e infinito
per tenere a distanza
la fame e la sete, 
e lontana, lontana e in catene, 
la morte.

- Rosanna Bazzano


Voci e Versi contro ogni forma di discriminazione





giovedì 5 giugno 2014

"Quante so' 'e vase" da "Prospera Paturnia. Racconto di un'anima." di Rosanna Bazzano

 La poesia in vernacolo si fonda con la canzone classica napoletana per mettere in scena la storia di due donne e un unico racconto d’ amore.


Venerdì 6 giugno 2014 ore 20.15
Piccolo anfiteatro della Biblioteca Comunale di Casavatore

Testo: Rosanna Bazzano

Personaggi: 
Prospera, Rosanna Bazzano
Anna, Giovanna Panza.
Fuori campo: Aldo Paolone

Musiche: Mariella Pandolfi
Voce: Giovanna Panza



Quante so’ ’e vase doce ca te desse,
nisciuno so’ sicura ’e pò cuntà,
na vita certamente ce vulesse
pe cuntà ’e vase ca m’ aviss' 'a dà.

E io passo e spasso ’nnante a ’stu purtone
e faccio ’a posta pe me fà guardà,
ma tu scinne redenno e nun t’adduone
ca comm’ ’e ffronne stu core faie tremmà.


- Rosanna Bazzano
da Prospera Paturnia. Racconto di un'anima.




Passione
(Bovio - Tagliaferri)