google-site-verification: googlee552bc4c0d65a0b4.html

mercoledì 6 febbraio 2019

Morte dell'oblio di Angel Gonzales


Io so che esisto 
photo Norvick Fernandez Austria



MORTE NELL'OBLIO

Io so che esisto
perché tu mi immagini.
Sono alto perché tu mi credi
alto, e chiaro perché tu mi guardi
con occhi buoni,
con sguardo chiaro.
Il tuo pensiero mi rende
intelligente, e nella tua semplice
tenerezza, anch'io sono semplice
e buono.

Ma se tu mi dimentichi
morirò senza che nessuno
lo sappia. Vedranno vivo
il mio corpo, ma sarà un altro uomo
- oscuro, goffo, cattivo - colui che l'abiterà...

Angel Gonzalez 


La persona amata è di certo quella a cui vorremmo piacere e il cui giudizio è capace di farci sentire immensi o miserrimi...
È anche da questo che possiamo riconoscere chi amiamo e chi no, chi ci ama e chi no.

"Quanto amiamo? Tanto quanto l'opinione dell'altro conta per noi..." - Rosanna Bazzano

lunedì 16 aprile 2018

"Il tuo corpo sulla spiaggia" di Ghiannis Ritsos

la sabbia attaccata alla tua carne
dipinto di Vladimir Volegov


Il tuo corpo sulla spiaggia sabbiosa
la sabbia attaccata alla tua carne
la sabbia sulle tue mani
sulla mia lingua
perch'io ti scopra
dietro l'esilissimo ostacolo
e la sabbia che ci cade dai capelli
che si deposita sul fondo del silenzio
e noi
belli appena lavati
emersi dalle nostre acque
alla luce e al corpo
di questa terra.

- Ghiannis Ritsos

Sta tornando, l'estate, e pare che già aleggi una voglia di dare colore alla pelle e di abbandonarsi all'abbraccio del sole. 






martedì 12 settembre 2017

"Ti porto come una ferita" di Gottfried Benn

ti porto come una ferita
Edward Much, Malinconia




Ti porto come una ferita
sulla fronte che non si rimargina.
Non sempre duole. E il cuore
non ne muore dissanguato.
Solo talvolta sono di colpo accecato e sento
del sangue in bocca.


- Gottfried Benn (Traduzione di Paola Quadrelli)


Certi affetti restano dentro come come ferite che dolgono quando cambia il tempo, quando accade un "non so che cosa è" che li trascina dal livello inconscio, dal limbo dove li abbiamo confinati, al livello percettivo, per cui viene ravvivato il ricordo della gioia e del dolore.
Perché è innegabile che se proviamo dolore è perché c'era una gioia che è venuta meno, una speranza che è stata disattesa, una presenza che si fa nostalgia.



Gottfried Benn (Mansfeld, 2 maggio 1886 – Berlino, 7 luglio 1956) è stato un poeta, scrittore e saggista tedesco.