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giovedì 9 gennaio 2014

"Via via che invecchio" di Rosanna Bazzano



via via che invecchio


Via via che invecchio
sono più insofferente,
non sopporto i rumori,
neanche il ticchettio dell’orologio.
E non sopporto il traffico
che mi accompagna da una casa
all’altra.
Odio il rumore della strada,
e pure in auto chiudo il finestrino.
Odio le chiacchiere inutili,
le ripetizioni ridondanti
di chi nemmeno si degna di ascoltare,
le parole vuote di significato,
quelle a cui non fanno seguito le azioni,
quelle ipocrite, quelle fendenti.
Odio la sveglia di Giovanni che suona
per intere mezzorate,
senza che accenni a muovere una ciglia.
E odio il tuo telefono
da sempre inopportuno,
e la tua voce, quando sei irritato.
E odio questo tamburello
inutile e perverso
che mi accompagna dentro.
Odio ascoltarlo,
batte sicuro di essere nel giusto,
ma ha quasi sempre torto…

- Rosanna Bazzano


Che l'età renda più arcigni può non essere solo un luogo comune, subentra un'insofferenza latente. E poi gli amici quando fanno certe cose… Come non odiarli almeno un po'? :)




Rosanna Bazzano, poeta e scrittrice italiana (vedi apposita pagina di questo blog)




12 commenti:

  1. Invecchi come il vino buono a quanto pare… ;)

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  2. Grazie, lei è molto gentile, Signor/Signora?

    RispondiElimina
  3. Complimenti, Rosanna.
    E odio questo tamburello
    inutile e perverso
    che mi accompagna dentro.
    Odio ascoltarlo,
    batte sicuro di essere nel giusto,
    ma ha quasi sempre torto…

    Questi versi raccontano molto della crescita (e non dell'invecchiamento) delle persone.
    Grazie per la condivisione.
    Luigi Di Raffaele

    RispondiElimina
  4. Grazie Luigi! L'ideale sarebbe quello di trasformare gli anni che passano in saggezza, abbiamo almeno il dovere di provarci, e mettersi in discussione è il primo passo… Un sorriso, Rosanna

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  6. Sono belli questi versi, davvero belli e vivi da far sembrare al lettore di vivere direttamente ed in prima persona queste sensazioni, non gia' come colui/colei che le osserva da esterno, ma come quello/a che le avverte.
    Devo pero' fare questa considerazione, che prende solo spunto dai tuoi versi, ma che non ne vuole fare ne' una critica (mi piacciono, l'ho detto), ne' un tentativo di plagio o di diventare pseudo-scrittore. Seguimi.
    Mi sembra di avvertire un disagio di fondo, vero?

    (....)
    Via via che invecchio
    sono più insofferente,
    non sopporto i rumori,
    neanche .... E non sopporto il traffico
    Odio il rumore .....
    Odio le chiacchiere ....
    le parole vuote ....
    .....
    E odio il tuo telefono
    E odio questo tamburello .....
    inutile e perverso
    che mi accompagna dentro.

    Ora, cara Rossana (amica della mia amica Fiorella Amendola), vorrei farti meditare su questo aspetto. Noi siamo circondati da queste cose, che fanno parte integrante di noi: senza di esse noi non saremmo diventati come siamo e non saremmo neppure come siamo. E tu non avresti scritto questi bei versi, che fanno pensare.
    Questa e' solo una faccia della medaglia, e questa medaglia, come tutte, ne ha solo due. Rigirandola hai l'altro aspetto, che io cerco ora di evidenziarti prendendo spunto (e mi perdonerai) dalle tue stesse parole:

    ED ORA CHE NON HO PIU' TUTTE QUELLE COSE
    SENTO CHE MI MANCANO SEMPRE DI PIU'
    Via via che invecchiavo RIMPIANGEVO L'INSOFFERENZA CHE MAN MANO MI PRENDEVA
    I RUMORI FASTIDIOSI CHE MI CIRCONDAVANO
    ED IL TICCHETTIO DELL'OROLOGIO CHE MI RICORDAVA DI ESSERE VIVA
    .......
    E QUEL TRAFFICO, CHE COMUNQUE ERA LA' A MOSTRARMI LA GIOIOSA DIVERSITA' DELLA GENTE
    .....
    MA NON SENTO PIU' IL TUO TELEFONO
    INOPPORTUNO E FASTIDIOSO,
    MA CHE GUARDO SPESSO PERCHE' NON PARLA PIU'
    .....
    E RICORDO ANCORA LA TUA VOCE, QUANDO ERI IRRITATO ...

    E COSA E' STATO DI QUELL'APPARENTEMENTE INUTILE TAMBURELLO
    CHE COSTANTEMENTE MI ACCOMPAGNAVA DENTRO
    E CHE ORA NON C'E' PIU'?
    EPPURE VEDO GLI ALTRI MUOVERSI INTORNO A ME
    MA E' COME IO NON CI FOSSI PIU' E NON GIA' GLI ALTRI

    SI, UNA VOLTA QUESTA VITA ERA IL MIO CRUCCIO
    ORA MI MANCA E VIVO DEL SUO CALDO RICORDO
    CHE MI STRINGE IL CUORE
    E MI FA RICORDARE CHE ERO PARTE DEL MONDO
    ERO CIRCONDATO DALLA GENTE CHE MI AMAVA
    MA CHE ORA NON HO PIU'


    Spero che tu non abbia frainteso. Il senso, che ho provato/avvertito piu' volte in passato, e' che noi apprezziamo le cose, paradossalmente anche quelle che sembrano brutte, solo quando esse non ci sono piu'. E questo vale anche per le persone.
    Ma poi ho pensato che quando noi non ci fossimo piu', allora forse tutto ci mancherebbe, anche quelle cose che sembravano negative, ma che invece erano segnali di vita e di appartenenza ad un tutto, un mondo.

    Un caro saluto
    Umberto

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  7. Umberto RUOTOLO21 giugno 2014 08:40

    Rosanna e non Rossana .... ops! Sorry.

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    Risposte
    1. Carissimo, ti ringrazio infinitamente della tua dissertazione, davvero, ed è bello poter interagire così con un mio lettore, magari accadesse più spesso…

      Ti ho risposto anche privatamente ma ci tengo a farlo anche qui.
      Credo di poter affermare che il mio disagio di fondo è dovuto proprio allo sgocciolare via della vita, con l'andare del tempo riesci a capire quanto questo sia prezioso e non sei più disposto a prestare ascolto (rumore in senso stretto e in senso lato) a ciò che fa solo frastuono e impedisce il fluire di pensieri o il costruire delle relazioni…
      Tutto un giorno rimpiangeremo di questa vita, ma solo in punto di morte quando la visione sarà distorta dal particolare punto di vista… Perdonami il paragone crudo: non rimpiangeremo i nostri escrementi perché non potremmo più emetterli e quindi è un po' anormale amarli e conservarli adesso solo perché un giorno non li avremo più… Ecco, perché amare gli ipocriti o i cattivi (le parole ipocrite e quelle fendenti) perché amare un Hitler o uno Stalin solo perché poi dovrò morire? Perché non condannare il condannabile? Perché accettare chi si incontra con noi e non ha la delicatezza di spegnere il cellulare mentre stiamo decidendo cose importanti e lo lascia squillare, e risponde, in continuazione?
      Perché accettare che anche un marito metta la sveglia e invece di spegnerla subito, irrispettosamente, disturba anche il tuo sonno perchè se ne strafotte (questa cosa di mio marito mi fa veramente arrabbiare come vedi) che tu stia dormendo… Perché accettare il sopruso e la prevaricazione? La chiusa parlando del proprio cuore è poi una cosa tutta mia, spesso per dare retta al mio cuore ho dato fiducia a chi non la meritava, e qui l'incertezza di aver fatto bene o male è palese ma tant'è… è un paradosso, odiare il proprio cuore, con cui tutti abbiamo fatto i conti prima o poi… tutti abbiamo sofferto per il nostro cuore…

      Mi pare dunque di poterti dire che amo la vita e il mondo, e che scegliere cosa mi piace e cosa no da gusto alla vita stessa, altrimenti tutto avrebbe lo stesso sapore e non ci si potrebbe emozionare più perché se ti emoziona tutto è come se non ti emozionasse niente…

      Con un enorme e grato sorriso, Rosanna

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  8. Con questa poesia mi hai regalato molte sensazioni ricche di emozioni come se fossero scaturite da un vissuto personale.
    Grazie Rosanna ... un caro saluto.
    Cesare Cuppone

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    Risposte
    1. Cesare carissimo, grazie! È sempre un piacere quando il proprio sentire attraversa il proprio microcosmo per farsi sentire comune… Un sorriso grande, Rosanna

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  9. Invecchi via via che ti stanchi
    che lasci e non insisti
    che pensi e non agisci.

    Invecchi via via che trucchi
    il cuor di solo arbusti
    e mai più da solo svesci

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    Risposte
    1. ... e anche questo è vero... grazie :)

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