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sabato 19 gennaio 2013

"Sempre vieni dal mare" di Cesare Pavese



Ogni volta è uno strappo, ogni volta è la morte...
Pierre Auguste Renoir, Onde


Sempre vieni dal mare


Sempre vieni dal mare
e ne hai la voce roca,
sempre hai occhi segreti
d'acqua viva tra i rovi,
e fronte bassa, come
cielo basso di nubi.

Ogni volta rivivi
come una cosa antica
e selvaggia, che il cuore
già sapeva e si serra.

Ogni volta è uno strappo,
ogni volta è la morte.

Noi sempre combattemmo.
Chi si risolve nell'urto
ha gustato la morte
e la porta nel sangue.

Come buoni nemici
che non s'odiano più
noi abbiamo una stessa
voce, una stessa pena
e viviamo affrontato
sotto povero cielo.

Tra noi non insidie,
non inutili cose -
combatteremo sempre.
Combatteremo ancora,
combatteremo sempre,
perché cerchiamo il sonno
della morte affiancati,
e abbiamo voce roca
fronte bassa e selvaggia
e un identico cielo.

Fummo fatti per questo.
Se tu od io cede all'urto.
segue una notte lunga
che non è pace o tregua
e non è morte vera.

Tu non sei più. Le braccia
si dibattono invano.
Fin che ci trema il cuore.
Hanno detto un tuo nome.

Ricomincia la morte.
Cosa ignota e selvaggia
sei rinata dal mare.

- Cesare Pavese

Il sentimento dell'amore non ricambiato permea molta della poesia di Pavese, uno tra i più grandi poeti italiani, dell'amore che sfugge, che illude... In una lettera di poco prima del suo suicidio scriveva:


« Posso dirti, amore, che non mi sono mai svegliato con una donna mia al fianco, che chi ho amato non mi ha mai preso sul serio, e che ignoro lo sguardo di riconoscenza che una donna rivolge a un uomo? 
E ricordarti che, per via del lavoro che ho fatto, ho avuto i nervi sempre tesi, e la fantasia pronta e precisa, e il gusto delle confidenze altrui? 
E che sono al mondo da quarantadue anni? 
Non si può bruciare la candela dalle due parti – nel mio caso l’ho bruciata da una parte sola e la cenere sono i libri che ho scritto.
Tutto questo te lo dico non per impietosirti – so che cosa vale la pietà, in questi casi – ma per chiarezza, perché tu non creda che quando avevo il broncio lo facessi per sport o per rendermi interessante. 
Sono ormai di là dalla politica. 
L’amore è come la grazia di dio – l’astuzia non serve. 
Quanto a me, ti voglio bene, Pierina, ti voglio un falò di bene. 
Chiamiamolo l’ultimo guizzo della candela. Non so se ci vedremo ancora. 
Io lo vorrei – in fondo non voglio che questo – ma mi chiedo sovente che cosa ti consiglierei se fossi tuo fratello. Purtroppo non lo sono.[18] »


4 commenti:

  1. Molto interessanti le citazioni in calce, per una poesia forte, che non si dimentica
    Vanna)

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  2. E se io fossi quell'uomo avrei tutto questo sotto gli occhi, o nella stanza accanto. La giornata finirebbe in lei. Questo, questo ho perduto e non c'è forza umana che possa restituirmelo. (Dal Mestiere di vivere - C. Pavese)

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  3. Non conosco il suo caso ma nella vita non si perde nulla che non si voglia perdere... forse non ha tenuto in conto il tanto che aveva, o ha creduto che fosse suo di diritto e troppe volte ha volto lo sguardo altrove...

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