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giovedì 31 gennaio 2013

Tre quartine di OMAR KHAYYÂM




felice chi ha nella casa un'amica bella come la luna, e una notte lunga come un anno

X (370)

Vedi: per opera di zeffiro il calice delle rose s'è aperto; 
l'usignolo per la bellezza delle rose s'è fatto lieto. 
All'ombra delle rose ti assidi, perché spesso queste rose 
dalla terra sono uscite e sotterra sono andate.



XI (396)

O rosa, tu somigli al volto di una fanciulla fascinatrice di cuori; 
o vino, tu assomigli a un rubino che allieta l'anima; 
o fortuna litigiosa, ogni momento mi sei più ignota, 
e tuttavia mi sei nota.



XII (---)

Dal libro dell'amore io traevo un augurio: 
d'improvviso un sapiente dal cuore acceso disse: 
- Felice chi nella casa ha un'amica bella come la luna, 
e una notte lunga come un anno.


- OMAR KHAYYÂM

Trad. dal persiano di Vittorio Rugarli

ʿUmar Khayyām (Nīshāpūr, 31 maggio 1048 – Nīshāpūr, 4 dicembre 1131) fu un matematico, astronomo, poeta e filosofo persiano.

Curiosità:


ʿUmar Khayyām viene goliardicamente citato anche da Francesco Guccini nella celebre canzone Via Paolo Fabbri 43 nella frase "Jorge Luis Borges mi ha promesso l'altra notte / di parlar personalmente col persiano" e poco dopo (per chiarirne meglio l'identità) nella frase "forse avrò un posto da usciere o da scrivano / dovrò lucidare i suoi specchi, / trascriver quartine a Kayyam".

Fabrizio de Andrè utilizzò come finale della canzone Dormono sulla collina dall'album Non al denaro, non all'amore né al cielo la frase tratta da una quartina di ʿUmar Khayyām: "Pien di stupore son io pei venditori di vino, ché quelli / che cosa mai posson comprare migliore di quel ch'han venduto?" - modificata in "sembra di sentirlo ancora / dire al mercante di liquore / tu che lo vendi cosa ti compri di migliore?"

Nel 1970 è stato dedicato a lui il cratere lunare Omar Khayyam.
L'asteroide 3095 Omarkhayyam è stato così chiamato in suo onore nel 1980.
Esiste una varietà di Rosa Damascena intitolata ad ʿOmar Khayyām. La varietà è un'antica specie di Rosa, molto profumata. La rosa è stata piantata sulla tomba di Edward Fitzgerald, il traduttore di Khayyām, da semi ricavati dalla tomba del poeta a Nīshāpūr.



mercoledì 30 gennaio 2013

"Mi piace l'amore - I" di Rosanna Bazzano




Mi piace l'amore - I

Mi piace l’amore
quando si raddoppia,
quando di due
se ne fa uno solo,
e lo spessore 
assume consistenza,
e piena completezza,
e corpulenza
di soffi,
di respiri,
di parole
che si rincorrono
e correndo
stanno avvinte,
l’una sull’altra
senza distinzione,
tanto da non saperne
più il colore.
Come le foglie 
che cadono d’autunno
foglia su foglia
corpo su corpo nudo.
Spesso, compatto,
magari condensato,
che dia sostanza
a tutto il mio vissuto, 
voglio un amore
che mi stia incollato.

- Rosanna Bazzano, Mi piace l'amore, poemetto

Tutti abbiamo una nostra idea dell'amore, leggerete la mia un po' alla volta... 


martedì 29 gennaio 2013

"Dove l'amore" di José Saramago

dove gli arti sono lacci... dove l'amore...



Dove gli occhi si chiudono; dove il tempo

fa echeggiare il nicchio del silenzio;

dove il chiaro deliquio si dissolve

nell'aroma dei nardi e del sesso;

dove gli arti son lacci, 

e le bocche non respirano,

ansano frementi;

dove le dita tracciano altre orbite

per lo spazio dei corpi e delle stelle;

dove la breve agonia; dove la pelle

si fonde nel sudore; dove l'amore.


- José Saramago




José de Sousa Saramago  (Azinhaga, 16 novembre 1922 – Tías, 18 giugno 2010) è stato uno scrittore, critico letterario, poeta, drammaturgo e giornalista portoghese, premio Nobel per la letteratura nel 1998.
Uno dei tratti che più caratterizzano le opere di Saramago è il narrare eventi da prospettive piuttosto insolite e controverse, cercando di mettere in luce il fattore umano dietro l'evento. 
È frequente l'uso dell'ironia, non ci sono eroi, ma semplicemente uomini, con i loro pregi ed i loro difetti. E in effetti non manca la pietà e la compassione dello scrittore per essi, piccoli rappresentanti del genere umano.