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martedì 1 luglio 2014

"Una notte d'estate" di Anne Sexton


facevo domande alle stelle e pensavo che Dio vedesse veramente
disegno dal web




Giovane

Mille porte fa,
quando ero una ragazza sola
in una grande casa con quattro
garage, una notte d’estate
se ricordo bene,
ero stesa sul prato e sotto di me, increspato,
il trifoglio, e sopra, distese, le stelle,
la finestra di mia madre un imbuto
che incanalava luminoso calore,
e la finestra di mio padre semichiusa,
un occhio da cui passa chi dorme,
e le assi della casa
erano bianche e lisce come cera
e milioni di foglie sbattevano,
come vele sui loro strani gambi
e i grilli ticchettavano tutti insieme
e io, nel mio corpo nuovo fiammante,
non ancora di donna,
facevo domande alle stelle
e pensavo che Dio vedesse veramente
calore luce dipinta e gomiti
ginocchia sogni buonanotte.

- Anne Sexton



Anne Sexton (Newton, 9 novembre 1928 – Weston, 4 ottobre 1974) è stata una scrittrice e poetessa statunitense.
Nel 1967 ricevette il Premio Pulitzer per la poesia con Live or Die (1966), aggiungendosi ai numerosi e prestigiosi altri premi e cattedre. 
Dopo diversi tentativi di suicidio, il 4 ottobre del 1974, anno del suo divorzio, Anne Sexton scese in garage e dopo aver acceso il motore della sua macchina si lasciò morire per inalazione di monossido di carbonio.È sepolta al Forest Hills Cemetery & Crematory a Jamaica Plain, Boston, Massachusetts.

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martedì 23 luglio 2013

"Sogno" di Anne Sexton


tu stavi nel mio corpo...


Ero avvolta nella pelliccia
nera, nella pelliccia bianca
e tu mi svolgevi
e in una luce d'oro
poi m'incoronasti,
mentre fuori dardi di neve
diagonali battevano alla porta.
Mentre venti centimetri d neve
cadevano come stelle
in frammenti di calcio,
noi stavamo nel nostro corpo
(stanza che ci seppellirà)
e tu stavi nel mio corpo
(stanza che ci sopravviverà)
e all'inizio ti asciugai
i piedi con una pezza
perché ero la tua schiava
e tu mi chiamavi principessa.
Principessa!

Oh, allora
mi alzai con la pelle d'oro,
e mi disfeci dei salmi
mi disfeci dei vestiti
e tu sciogliesti le briglie
sciogliesti le redini,
ed io i bottoni,
e disfeci le ossa, le confusioni,
le cartoline del New England,
le notti di Gennaio finite alle dieci,
e come spighe ci sollevammo,
per acri ed acri d'oro,
e poi mietemmo, mietemmo,
mietemmo.

- Anne Sexton


Anne Sexton (Newton, 9 novembre 1928 – Weston, 4 ottobre 1974) è stata una scrittrice e poetessa statunitense.
Nel 1967 ricevette il Premio Pulitzer per la poesia con Live or Die (1966), aggiungendosi ai numerosi e prestigiosi altri premi e cattedre. 
Dopo diversi tentativi di suicidio, il 4 ottobre del 1974, anno del suo divorzio, Anne Sexton scese in garage e dopo aver acceso il motore della sua macchina si lasciò morire per inalazione di monossido di carbonio.È sepolta al Forest Hills Cemetery & Crematory a Jamaica Plain, Boston, Massachusetts.


sabato 22 giugno 2013

"La donna in rosso" di Anne Sexton

metterò qualcosa di rosso per risplendere di fuoco
Vladimir Golegov, Sulla spiaggia




Dominerò le notti,
ballerò in città,
metterò qualcosa di rosso
per risplendere di fuoco.
Guarderò il fiume attentamente,
indossando le sue lunghe gambe al neon.
E le macchine andranno,
la donna in rosso cesserà di urlare,
tramutando ogni cosa in cerchi,
ballando sola
come le macchine vanno.

- Anne Sexton




Anne Sexton (Newton, 9 novembre 1928 – Weston, 4 ottobre 1974) è stata una scrittrice e poetessa statunitense.



venerdì 17 maggio 2013

"La città" di di Anne Sexton



La città non esiste
se non dove un albero dai capelli
neri scivola via, come una donna
annegata nel cielo caldo. Tace,
la città. Bolle la notte, con dieci
e una stella. Oh notte stellata,
stellata notte! È così che voglio
morire.

Si muove. Sono tutti quanti vivi.
Quando la luna rompe le catene
arancioni che la legano e spruzza
bambini dai suoi occhi, come un dio,
il vecchio serpente, senza esser visto
divora le stelle. Oh stellata notte,
notte stellata! È così che voglio
morire:

in questa strisciante bestia notturna,
risucchiata tutta dentro nel grande
drago, separata
dalla mia vita senza una bandiera,
senza pancia
né grido.

- Anne Sexton

mercoledì 16 gennaio 2013

Le parole di Anne Sexton

io sono innamorata delle parole... ma spesso non mi bastano

Le parole

Siate cauti con le parole,
anche con quelle miracolose.
Per le miracolose facciamo del nostro meglio,
a volte sciamano come insetti
e non lasciano una puntura ma un bacio.
Possono essere buone come dita.
Possono essere sicure come la roccia
su cui incolli il culo.

Ma possono essere margherite e ferite.
Io sono innamorata delle parole.
Sono colombe che cadono dal tetto.
Sono sei arance sacre sedute sul mio grembo.
Sono gli alberi, le gambe dell’estate,
e il sole, il suo volto appassionato.

Ma spesso non mi bastano.
Ci sono così tante cose che voglio dire,
tante storie, immagini, proverbi, ecc.

Ma le parole non sono abbastanza buone,
quelle sbagliate mi baciano.
A volte volo come un’aquila
ma con le ali di un passero.

Ma cerco di averne cura
e di essere gentile con loro.
Le parole e le uova devono essere maneggiate con cura.
Una volta rotte sono cose impossibili da aggiustare.

- Anne Sexton

Una parola buona riesce ad arrivare dove una cattiva non può sperare...


Anne Sexton (Newton, 9 novembre 1928 – Weston, 4 ottobre 1974) è stata una scrittrice e poetessa statunitense.
Frequentò un corso di poesia insieme a Sylvia Plath, tenuto da Robert Lowell nel 1957.
Sylvia e Anne restarono amiche e alcuni pettegolezzi le ritraggono amanti. 
Questa relazione è allusa nella poesia Sylvia's Death  scritta dopo il suicidio della Plath.
Ha vinto il Premio Pulitzer per la poesia nel 1967. 
I temi della sua poesia sono le sue tendenze suicide, lunga battaglia contro la depressione e vari dettagli intimi della sua vita privata, compresi i suoi rapporti con il marito e i figli.
Morì suicida a 46 anni. 


mercoledì 24 ottobre 2012

"Le tue mani ostinate" di Anne Sexton

poi a letto penso a te...



Le tue mani ostinate

Poi a letto penso a te,
la tua lingua metà oceano, metà cioccolata,
alle case dove entri con disinvoltura,
ai tuoi capelli di lana d’acciaio,
alle tue mani ostinate
e come rosicchiamo la barriera
perché siamo due.
Come vieni e afferri la coppa di sangue,
mi ricompatti e bevi la mia acqua salata.
Siamo nudi.
Ci siamo denudati fino all’osso
e insieme nuotando risaliamo il fiume,
l’identico fiume chiamato Possesso
e vi sprofondiamo insieme. Nessuno è solo.

- Anne Sexton