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mercoledì 21 maggio 2014

"Colibrì" di Reymond Carver


ti verranno in mente quei giorni e, quanto, ma proprio tanto, ti amo…

Edward Hopper, Sunlight on the Brownstones


Colibrì


Fai conto che io dica estate,

scriva la parola “colibrì”,

la metta in una busta,

la porti giù per la discesa

fino alla buca. Quando tu aprirai

la lettera, ti verranno in mente

quei giorni e quanto,

ma proprio tanto, ti amo.


- Raymond Carver, traduzione di Riccardo Duranti


Questa poesia è tratta dall'ultimo libro di Raymond Carver: Il nuovo sentiero per la cascata.
Per comprenderne fino in fondo la bellezza, e la luminosa tristezza che la pervade,  è utile sapere che questa raccolta è stata composta dallo scrittore quando questi sapeva della sua inevitabile e prossima morte. Ad aiutarlo la sua compagna, la poetessa Tessa Gallagher, a cui la raccolta è dedicata con una struggente dedica evocativa e invocativa: Tess. Tess. Tess. Tess


Raymond Clevie Carver Jr. (Clatskanie, 25 maggio 1938 – Port Angeles, 2 agosto 1988) è stato uno scrittore, poeta e saggista statunitense. 

(Nella foto Reymond Carver e Tessa Gallagher)













Edward Hopper (Nyack, 22 luglio 1882 – New York, 15 maggio 1967) è stato un pittore statunitense famoso soprattutto per i suoi ritratti della solitudine nella vita americana contemporanea. Oggi è considerato uno dei grandi maestri americani, citato in qualche caso come precursore della Pop Art.
Di lui è stato detto che sapeva "dipingere il silenzio".





lunedì 8 aprile 2013

" La mente vorrebbe uscire..." di Raymond Carver

La mente vorrebbe uscire di qui,  fuori sulla neve…
Claude Monet, La gazza


La mente vorrebbe uscire di qui, fuori sulla neve

La mente non può dormire, può solo giacere sveglia,
ingolfata, ad ascoltare la neve che si aduna
come per l'assalto finale.

Vorrebbe che venisse Cechov a somministrarle
qualcosa- tre gocce di valeriana, un bicchiere
d'acqua di rose- qualunque cosa, non importa.

La mente vorrebbe uscire di qui
fuori sulla neve. Vorrebbe correre
con un branco di bestie irsute, tutte denti,

sotto la luna, in mezzo alla neve, senza
lasciare traccia, neanche un' impronta, nulla.
È malata, stasera, la mente.

- Raymond Carver
   traduzione Riccardo Duranti


venerdì 1 marzo 2013

"Tra i rami" di Raymond Carver




"C'era un tempo, c'era un tempo" gridano gli uccellini
Lucy51, Uccelli variopinti


Tra i rami 


Sotto la finestra, sul balcone, ci sono degli uccellini malridotti


che si affollano attorno al cibo. Sono gli stessi, credo,

che vengono tutti i giorni a mangiare e bisticciano.

"C'era un tempo, c'era un tempo"

gridano e si beccano.

Sì, è quasi ora.

Il cielo rimane cupo tutto il giorno, il vento viene da ovest

e non smette di soffiare…

Dammi la mano per un po'.

Tienimi la mia. Così va bene.

Stringila forte.

C'era un tempo, in cui pensavamo di avere il tempo dalla nostra parte.

"C'era un tempo, c'era un tempo"

gridano gli uccellini malridotti.


- Raymond Carver, Trad. Riccardo Duranti



Raymond Clevie Carver Jr. (Clatskanie, 25 maggio 1938 – Port Angeles, 2 agosto 1988) è stato uno scrittore, poeta e saggista statunitense.

Riccardo Duranti ha insegnato per anni Letteratura inglese e Traduzione letteraria presso La Sapienza. Oltre l’attività didattica e le numerose traduzioni (per cui nel 1996 gli è stato assegnato il Premio nazionale per la traduzione del Ministero dei beni culturali) scrive racconti e poesie. Vive in Sabina, dove traduce olive in ottimo olio, insieme a un cane e 7 gatti (Sono sette, Riccardo, adesso vero?) 
Riccardo Duranti è il traduttore italiano di tutta l'opera di Raymond Carver e lo è per esplicita volontà dell'autore.

lunedì 12 novembre 2012

"Ultimo frammento" Di Raymond Carver

volevo potermi dire amato…
Reymond Carver e Tessa Gallagher


Ultimo frammento

E hai ottenuto quello che
volevi da questa vita, nonostante tutto?
Si.
E cos'è che volevi?
Potermi dire amato, sentirmi
amato sulla terra.

- Raymond Carver

Traduzione di Riccardo Duranti



sabato 15 settembre 2012

"Abbi cura" di Raymond Carver

Lo scrittore Raymond Carver e la poetessa Tessa Gallagher




Abbi cura

Dalla finestra la vedo chinarsi sulle rose
reggendole vicino al fiore per non
pungersi le dita. Con l'altra mano taglia, si ferma e
poi taglia ancora, più sola al mondo
di quanto mi sia mai reso conto. Non alzerà
lo sguardo, non subito. È sola
con le rose e con qualcosa che riesco solo a pensare, ma non
a dire. So bene come si chiamano quei cespugli
regalatici per le nostre recenti nozze: Ama, Onora e Abbi Cura...
è quest'ultima rosa che lei all'improvviso mi porge, dopo
essere entrata in casa tra uno sguardo e l'altro. Affondo
il naso in essa, ne aspiro la dolcezza, la lascio indugiare—profumo
di promessa, di tesoro. Le reggo il polso per avvicinarla ancora,
i suoi occhi verdi come muschio di fiume. E poi la chiamo, contro
quel che avverrà: moglie, finché posso, finché il mio fiato, un petalo
affannato dietro l'altro, riesce ancora a raggiungerla.


- Raymond Carver


Traduz. di Riccardo Duranti