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| perché aspettare è la pena più dura! Damian Klaczkiewicz, In attesa |
Fammi straziare con pinze roventi,
fammi sfregiare e incidere il viso;
con verghe e sferze fammi frustare,
solo ti prego non farmi aspettare!
Fammi soffrire con ogni tortura,
rompere l'ossa,
ma non aspettare -
Perché aspettare è la pena più dura!
Fino alle sei, ieri pomeriggio,
ho atteso in preda alla disperazione -
invano, strega: tu non sei venuta,
per poco non ho perso la ragione!
Avvolto nelle spire di serpente
la smania mi teneva - e sussultavo
ad ogni squillar di campanello -
ma non eri tu, e ogno volta crollavo!
Non sei venuta - furioso, io fremo,
e Satana all'orecchio mi sussurra:
il fiore di loto, così io temo,
si burla di te, vecchio demente!
- Heinrich Heine
Questa poesia contiene una dedica ad un'amica che ieri sera al telefono mi diceva:
- Mi diceva che dovevo essere io a raggiungerlo, lui avrebbe voluto ma non poteva (?!)
Così l'ho raggiunto ovunque ed atteso per ore, per intere mezze giornate, e l'attesa è snervante…
Ma quando mi vedeva diceva che la mia dedizione lo innamorava.
E io attendevo, giustificandolo sempre: il suo capo, sua moglie, un imprevisto…
Sempre in anticipo perché non si arrabbiasse.
Lasciandomi mi ha detto che non ne poteva più, che non era possibile che ogni volta che facesse qualcosa doveva preventivare anche 10 minuti per vedere me.
Ero colpevole di essermi arrabbiata perché mi aveva dimenticata.
Perché aveva dimenticato che, buona buona, lo stessi attendendo per dargli un regalo e, finita la sua commissione presso un ufficio, se ne era andato.
Perdonami amica mia per ciò che penso:
Che tenerezza le donne innamorate. Che stupidità…
Christian Johann Heinrich Heine (Düsseldorf, 13 dicembre 1797 – Parigi, 17 febbraio 1856) è stato il maggior poeta tedesco del periodo di transizione tra il romanticismo e il realismo.


