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venerdì 17 aprile 2015

"Se proprio devi farlo" di Rosanna Bazzano

meglio vederti andare in un giorno di sole...


Se proprio devi farlo

Se proprio devi farlo
fallo con un sorriso
perché sia meno amaro
guardare tutto il mondo
accartocciarsi e uscire
via dai miei occhi scuri.

Meglio vederti andare
in un giorno di sole
la tua figura chiara
svanire come luce
confusa all’ esplosione
dell' universo intorno.

- Rosanna Bazzano



Una vecchia cosa ritrovata per caso, questi pensieri legati alla più primordiale delle paure: la morte.

La perdita di chi amiamo come la fine del nostro mondo, di tutto ciò che ci è noto e caro, anche se coloro che amiamo continuano a vivere dentro di noi.





sabato 31 gennaio 2015

da "L'Olivo Saraceno" di Rosanna Bazzano


31 gennaio 2009 




Non sanno cosa dicono,
 né quando mi descrivono come una "tosta"
né quando mi descrivono come una snob,
continuano da soli a scavare un fossato tra il mio essere e il loro
e da così distante saranno sicuri di aver ragione,
perché non potranno più vedere né la mia fragilità né la mia umanità.




Vi siete mai posti la domanda più difficile al mondo?
Vi siete mai chiesti chi siete?
Io me lo chiedo spesso e la risposta resta sempre uguale: “Non so…”
Voglio dire che è uno sforzo immane conoscersi e capirsi, perché, proprio quando credi di aver capito quasi tutto di te, ecco che la vita ti sorprende, anzi sei tu stesso a sorprendere la vita e te, come uno spauracchio saltato su da una scatola di legno.
So’ che mi vedo un po’ come un olivo, un olivo saraceno visto che nasco in Sicilia.
Ecco, questa è a sommi capi l’idea che ho di me: un albero che cresce in disparte in cima a una collina; le foglie un po’ pungenti, il tronco che si torce, ma generoso dalla chioma, al frutto, al legno tenace.

Se dunque è così difficile capire se stessi, come si può immaginare di capire gli altri, spiare magari dal buco della serratura dei suoi versi, interpretarne la vita e gli umori, da poche parole, la cui composizione è frutto d’innumerevoli fattori interni ed esterni.
Si crede di capire, si immagina, ma in fondo vediamo solo la nostra immagine riflessa, inutile cercare il gossip sull’autore, perché, anche se talvolta il significato sembra apparire così chiaro... ciò che è troppo chiaro a volte abbaglia.
Il senso di una poesia è in ognuno di noi, è esattamente quello che noi vorremmo avesse.
E’ però mia intenzione provare di tanto in tanto a scrivervi lo spartito di questa melodia, ed alternarlo a piccoli racconti che pure nascono dall’elaborazione della mia visione della vita, della mia fetta di realtà.
Non scrivo per tanto scrivere, né per vanità, né scrivo per vivere, e questo mi pare ovvio… piuttosto potrei dire che vivo scrivendo.
Scrivere è il mio modo di comunicare con la vita, di interagire col mondo, con gli stimoli che mi fornisce.

L’espressione esatta è “mi scappa di scrivere”.


L'Olivo Saraceno è il titolo del mio primo libro, un'autobiografia in versi e prosa, quasi una giustificazione al mio scrivere, al mio esistere nell'economia della storia del mondo.

Il volume è da tempo esaurito, ma di recente mi è stato chiesto di riscriverlo in vista di una nuova pubblicazione, non so se vorrò farlo, ma in tanto vi ne posto l'incipit leggermente riveduta, oggi, in occasione del mio compleanno. 




lunedì 20 gennaio 2014

"Regalami un tuo verso" di Rosanna Bazzano


Rosanna e Sebastiano Bazzano



Regalami un tuo verso

Regalami un tuo verso,
uno solo,
dedicato al vento
o al mare,
alla guerra o alla fame,
ad un qualsiasi amore,
non importa.

Donami un tuo verso,
sconosciuto
senza essere estraneo,
tenero,
come i tuoi occhi,
schietto,
come ogni tuo sorriso.

Quel verso fanciullo
celato in ogni ruga
ed in ogni tuo capello bianco.
Donami un verso caldo
che ricopra
i miei nevosi inverni
un verso
ma che sia sonoro,
che refoli
in ogni silenzioso anfratto,
un verso luminoso
che riluca,
lanterna al mio architrave.

Donami un verso
dal tuo cuore di quercia,
per quando sarò stanca,
donami un verso
dal tuo cuore di pane,
per quando avrò fame,
donami un verso
dal tuo cuore d’uomo,
per quando avrò paura.

Donami un verso,
uno,
uno soltanto,
dal tuo cuore di padre
al mio cuore di figlia.


- Rosannna Bazzano 


Oggi 20 gennaio, per i cattolici, ricorre San Sebastiano martire. Con questo post i miei personali auguri all'uomo più importante della mia vita… 

(Mio padre è il primo poeta che io abbia conosciuto, ma i suoi scritti nessuno sa dove siano, li ho intravisti una volta sola da ragazzina, poi spariti…)


Rosanna Bazzano,(Floridia,Siracusa, 31.01.69), leggi apposita pagina di questo blog.


venerdì 25 ottobre 2013

"Non sanno cosa dicono" di Rosanna Bazzano


non sanno cosa dicono
Illustrazione di René Gruau



Non sanno cosa dicono
né quando mi descrivono come una "tosta"
Nè quando mi descrivono come una snob,
continuano a scavare un fossato
tra il mio essere e il loro
e da così distante saranno sicuri di avere ragione,
perché non potranno più vedere
né la mia fragilità né la mia umanità.

- Rosanna Bazzano, L'Olivo Saraceno, Edizioni L'Ancora di Partenope, 2009



Le apparenze spesso ingannano… quelli che non hanno interesse a vedere…
Solo chi ti ama ti vede, solo chi è amato si mostra…





Rosanna Bazzano, Floridia (SR) 31.01.1969
è una poetessa e scrittrice italiana. (Vedi bio del blog)
















René Gruau (4 febbraio 1909-31 marzo 2004)  è stato un famoso illustratore di moda la cui esagerata interpretazione di design della moda attraverso la pittura ha avuto un effetto duraturo sul settore della moda. A causa della capacità intrinseche di Gruau e la creatività, ha contribuito ad un cambiamento in tutta l'industria della moda attraverso le nuove immagini

giovedì 17 ottobre 2013

"Crepe scarnate" di Rosanna Bazzano





pietre come ossa di vite scalcinate
foto Pepi Merisio


Crepe scarnate

Crepe scarnate
dove il sole corrode
e l'acqua tace
tra pietre
come ossa
di vite scalcinate,
messe su
con pazienza rassegnata
a limitare offesa.

- Rosanna Bazzano da L'Olivo Saraceno, Ed. L'ancora di Partenope, 2009



Rosanna Bazzano (Floridia, Siracusa, 31.01.1969) è poeta e scrittrice italiana. Per la biografia completa vedere l'apposita pagina di questo blog.


Pepi Merisio (Caravaggio, 1931) è un fotografo italiano.

sabato 31 agosto 2013

"Fine agosto" microracconto di Rosanna Bazzano




fine agosto…
Carlo Trevisan, Ombrellone di Moretti (2006)


Fine agosto


Fine agosto. I turisti sono partiti.
A Bellariva ormai ci sono solo i biancocrinuti e il liscio ha preso il sopravvento nelle sale.
Anch'io la vivo da turista, anche se ci abito già da un po’ e  vi frequento scuola.
Tutta Rimini ho vissuta da turista.
Il mio posto preferito è la libreria Ugolini a piazza Tre martiri, ci  passo ore e ore a sfogliare libri e a rubare pensieri che non posso permettermi di acquistare.
Qualche volta all'uscita mi siedo al bar a bere un frappè come le mie compagne di classe, quelle riminesi intendo. 
Ad Arzano le quindicenni non si siederebbero al tavolino di un bar, anzi le donne in genere non vi siederebbero, anzi non c'è neanche un bel bar con i tavolini in centro.
Anche solo entrare nel bar pare sia sconveniente. 
Io non ci sono mai entrata, le mie amiche dicono che non si fa, come del resto non si fanno tante altre cose che non stanno bene per una ragazza, che anche le nostre madri non fanno e credo anche le nonne non abbiano mai fatto, anche se non riesco a capire il perché. 
Certi "perché" sono sfuggenti, o semplicemente inesistenti, sono dei diktat incisi direttamente nella materia cerebrale. 
Non mi sono mai piaciute le imposizioni ma non sono mai entrata in un bar, sarà per questo che non conoscevo l'esistenza questo beverone schiumeggiante e dolce chiamato frappè. 
Una libreria ad Arzano poi è semplice utopia, non c'è neanche una biblioteca!
Vi dovrò tornare tra pochi giorni, nuovo trasferimento di mio padre, dietro front.
Questi ultimi giorni li passo in centro, alla Ugolini, al mattino, e al mare, Bagno 95 - Florida , nel pomeriggio.
Le ombre degli ombrelloni si sono allungate e un venticello sottile porta a riva le urla dei gabbiani che paiono infrangersi sul bianco dei mosconi ed essere rifratte in una eco leggera e distante.
Io mi lascio vestire di rosso dal sole delle sette e scopro i miei seni, quando mi pare che non ci sia nessuno. 
Mi fa sentire libera 
È un sollievo… 
Vivere qui è un sollievo... 



- Rosanna Bazzano


Questo racconto descrive una realtà risalente a trent'anni fa, è uno dei pochi mie racconti veramente autobiografici, e riflette oltre una realtà oggettiva anche un modo di pensare che era diffuso nella mia fetta di società ed elaborato con i miei occhi e le mie sensazioni di allora.

Da allora vivo ad Arzano, provincia nord di Napoli, dove però adesso c'è finalmente un bar con i tavolini in piazza, le donne non si fanno alcun problema e mi viene quasi da ridere pensando al vecchio modo di viverlo, al meno nelle mie amicizie…

La libreria e la biblioteca sono ancora una nota dolente, ahimé, ahinoi…




Rosanna Bazzano  (Floridia (SR), 31 gennaio 1969) è poetessa e scrittrice italiana. Per la biografia completa leggere l'apposita pagina di questo blog…









Carlo Trevisan (Cesena, 1965). Compie l'intera formazione scolastica in Borgo San Sepolcro, città natale di Piero della Francesca e Luca Pacioli. Abbraccia da subito una espressione pittorica surreale. E’ redattore della rivista versiliese d'arte e cultura SINOPIA; entra a fare parte del Movimento Artistico Versilia; dal 1993 collabora con il laboratorio di sperimentazione multimediale IL TEATRINO DEI BISOGNI CONSAPEVOLI, diretto dal ricercatore e poeta Riccardo Mazzoni; fino al 2000 fa parte dell'Unione Cattolica Artisti Italiani U.C.A.I.. Con il nuovo millennio, lasciando ogni corrente e associazione, inizia il suo percorso artistico personale, vivendo tra la Versilia e la città di Verona. Dal 2001 collabora con alcune gallerie d’arte (Verona, Como, Treviso, La Spezia, Reggio Emilia, Milano) e partecipa a importanti fiere d’arte nazionali. Nel 2009 è tra i vincitori del concorso KINDER ART indetto dalla Ferrero ed espone l’opera vincitrice alla Triennale Bovisa di Milano (catalogo Electa) e poi alla Fondazione Ferrero di Alba. Nell’autunno 2012 viene selezionato da una galleria d’arte francese con cui inizia a collaborare esponendo a Parigi.


venerdì 24 maggio 2013

"Zitto" di Rosanna Bazzano

non sarò mai terra...
Vladimir Volegov



Zitto

Zitto,
non lo sa nessuno
che il fiore di glicine
cadendo
bacia la terra,
e il suo bacio è lieve,
e la terra è bella e adorna.

Taci,
nessuno saprà
il mio segreto dolore:
non sarò mai terra
né tu il mio glicine.

- Rosanna Bazzano, L'Olivo saraceno, 2009


sabato 18 maggio 2013

"Guardami adesso" di Rosanna Bazzano

Guardami adesso


Guardami adesso


Guardami adesso,

ora che l’acqua scorre

sul mio corpo nudo

e  rivoli

si aggiungono a rivoli,

si rincorrono,

si raggiungono,

si confondono.


Guardami adesso

ora che l’acqua mi bagna

come pioggia battente

venuta giù dal cielo,

un cielo inclemente 
e sordo,

un cielo muto.

Guardami adesso,

ora che non vedi

i miei occhi

bagnarsi di lacrime,

confuse a gocce

senza alcun sapore.

Guardami adesso,

ora che puoi dire

di non avere visto

tutto il dolore

che mi stai donando,

senza mentire. 


- Rosanna Bazzano, da L'Olivo Saraceno, 2009


domenica 12 maggio 2013

" A mia madre " di Rosanna Bazzano


mia madre ed io


A mia madre

Quando sei seduta,
intenta al tuo pregare,
io mi perdo
nei tuoi soliloqui cerimoniosi
nel tuo cadenzare ritmato
nel tuo dondolante rituale.
La tua voce
è come cantilena del maghreb
ai miei orecchi
e mentre ne capisco appena il senso
ho bisogno di questa nenia
per sentirmi salva.

- Rosanna Bazzano

Stamattina, in via eccezionale non posterò una poesia in dialetto... Oggi si ricorda il sentimento d'amore più radicale che esista: il legame madre - figlio.


domenica 21 aprile 2013

"Fatte nu poco 'o cunto" di Prospera Paturnia


fatte 'stu cunto...
foto, Prospera giugno 2012



Fatte nu poco ’o cunto

Fatte nu poco ’o cunto
’e chesta vocca,
’e quanta vase ha spase
e ancora spanne.

Fatte ’stu  cunto
e diceme pecché
’e cchiù carnale e ddoce
so pe’ tte.

- Prospera Paturnia (Rosanna Bazzano), L'Olivo Saraceno, gennaio 2009, Edizioni L'ancora di Partenope.


Trad.:

Fai un po' il conto
della mia bocca
di quanti baci ha donato
e ancora dona.

Fatti questo conto
e spiegami perché
i più carnali e dolci
sono per te.

giovedì 14 marzo 2013

"Alleghe" di Rosanna Bazzano


abbaia stanotte, al buio, il vento, e a te, ma inutilmente...


Alleghe

Sul lago attonito
lampeggia il tuo ricordo
e illividisce l’aria
che trema nella sera,
mentre tuona rabbioso
il mio furore.

Cosa non desti,
contano i monti
accigliati intorno,
e brillano nel buio
tutti i miei dare,
nei miracoli 
di luci sparse e pigre
che sullo specchio d’acqua
scompone il temporale.

Abbaia stanotte,
al buio,
il vento,
e a te,
ma inutilmente.

- Rosanna Bazzano
(da L'Olivo Saraceno, 2009)

Àlleghe (Àlie in ladino) è un comune italiano 1.351 abitanti della provincia di Belluno in Veneto, e fa parte del comprensorio delle Dolomiti.
Caratteristica del paese è l'omonimo lago di Alleghe, formatosi nel 1771 lungo il Cordevole a seguito di una frana staccatasi dal monte Piz, che seppellì tre villaggi: Riete, Fusine e Marin.

Alleghe, Belluno



martedì 12 febbraio 2013

"A mia figlia" di Rosanna Bazzano

Ti spezzerei di baci...
Miriam 2 anni, 1998



A mia figlia

Ti spezzerei di baci,
ti renderei reliquia,
frammenti del tuo amore spargerei
lungo tutto il mio esistere,
perché nell' attimo
di ogni attimo
io possa venerarti
e mai completare
l’opera di baciarti tutta,
e in te me stessa
e gli avi miei,
terra da cui nascesti
perfetto fiore in terra,
cielo da cui sorgesti
astro fulgente in cielo.

- Rosanna Bazzano

domenica 27 gennaio 2013

"'Paci" di Rosanna Bazzano

PACI



Paci


‘Sta terra è focu
nun po’ parlari ‘i paci.
Unne scannamu
pi ‘na petra sicca,
unne si more
pi ‘na nticchia d’acqua
nun ‘a poi dire ‘sta parola:

PACI

Nun 'a 'llurdamu ‘sta parola:

PACI


- Rosanna Bazzano

Traduzione

Questa terra è fuoco
non può parlare di pace
Dove scanniamo
per una pietra secca
dove si muore
per una goccia d'acqua
non la puoi dire questa parola
PACE
non la sporchiamo questa parola
PACE

Esistono le guerre ma non esistono le paci, la pace è una parola senza plurale.
Ricordiamo le guerre, tutte, non solo quelle che fanno scalpore, non solo quelle che hanno i mezzi economici per farsi ricordare... andiamo oltre la mediaticità, andiamo all'essenza dell'uomo, perché ogni guerra non ha motivo reale per la sua violenza, ogni uomo ha diritto alla vita, ogni croce ha diritto al nostro rispetto e alla nostra compassione.
Per tutto il dolore del mondo si invochi un'unica medesima pace.


venerdì 25 gennaio 2013

" Se potessi sfogliarti" di Rosanna Bazzano

se le mie mani potessero sfogliare ogni piccola piega del tuo corpo...


Se potessi sfogliarti

Se le mie mani
potessero sfogliare
ogni piccola piega
del tuo corpo,
come fosse
il più prezioso volume
di Alessandria,
mi soffermerei a leggervi
col dito fremente e leggero,
a scorrere rigo su rigo
con delicata lentezza,
con intima cupidigia
da libraio antiquario.
Vi scoverei
i tramonti di luna
che ti videro insonne
e leggerei insaziabile
tutti i versi soffusi
dei tuoi più intimi sospiri,
delle nebbie
che ti velarono gli occhi
e scrissero in ogni tuo poro
la musica dolce e muschiosa
del crepitio di foglie in autunno.

- Rosanna Bazzano

giovedì 29 novembre 2012

"Amarti" di Rosanna Bazzano

Amarti...



Amarti

Amarti
senza sentire
nemmeno il tuo sapore
come una prostituta
come una madre.

- Rosanna Bazzano

Si può baciare senza amore ma mai amare senza baci... 

mercoledì 21 novembre 2012

sesta luna... di Rosanna Bazzano

il nostro amplesso è sempre viva lotta....
(dip. "Game on", Jack Vettriano)



sesta luna 

… e insieme a te
che non ho più saputo
fare  l’amore
in modo conveniente.
Non ho saputo infatti
più aspettare
che fosse il tempo,
l’attimo  appropriato,
il luogo confacente,
il giusto afflato.
Il nostro amplesso
è sempre  viva lotta,
l’istinto primordiale
che riappare,
la fiera
che ti atterra
con destrezza,
carezza fatta
crimine efferato,
eccidio di dolcezza,
eccesso di peccato.


Ermioni,  6 agosto 2011 – luna crescente

- Rosanna Bazzano


da "Lune d'agosto", Intra Moenia edizioni, giugno 2012


mercoledì 26 settembre 2012

"La vita mi ruba le notti" di Rosanna Bazzano

La vita mi ruba le notti...
(foto: 17.09.2012 presentaz. di "Lune d'agosto"
Nea Art Gallery, Napoli)


La vita mi ruba le notti

La vita mi ruba le notti,
le usa per farmi guardare
ciò su cui chiudo gli occhi di giorno.

E il passo mi ruba,
e la tua figura,
ora lontana
e chiara
ora vicina
e muta.

Mi ruba il sorriso,
lo sguardo,
la meta.

La giusta misura
mi assale
incestuosa
e arrogante,
pretenziosa
prende il posto dei sogni.


Rosanna Bazzano

giovedì 30 agosto 2012

"Rrosa" di Rosanna Bazzano

I bisnonni Rosa e Francesco con nonna Rosa
Rrosa

Di te non vissi
né riso né pianto.
Non m’imboccasti
né carezzasti mai.
Non ti udii ciarlare
sull’uscio di casa
nelle calde serate,
né alle fatiche intenta
ti vidi mai chinata.
Parla di te una lacera foto
che ti ritrae bambina, 
unica a dirmi 
dei tuoi occhi neri.
Eppure mi sei cara
Rosa che fu una rosa
recisa troppo in fretta
dal destino.
Di te conosco il nome…
è il nome mio. 


Rosanna Bazzano


Questa poesia è stata scritta a mia nonna Rosa Correnti in Bazzano, di cui, anteposto e fuso a quello di mia madre, porto il nome  e che storicamente veniva (e viene da i più) festeggiato oggi 30 agosto.
La corretta pronuncia in siciliano vuole un raddoppiamento fonosintattico e un arrotamento della prima consonante, "R" che diventa foneticamente una  "RR"

domenica 15 luglio 2012

"Gambe" di Rosanna Bazzano

Gambe...

Gambe

Gambe,
gambe aperte, gambe ferite,
gambe stanche e annichilite.
Gambe lasciate sul bordo del letto
proprio sul ciglio di un sogno perfetto.
Gambe sul buco  che ingoia l'universo,
come il morire del giorno a se stesso.
Gambe lasciate in un tempo riemerso
dentro il rigore prezioso di un verso .
Gambe al gioire dell'alba al mattino
o sul finire di un lungo cammino.
Gambe alla cerca di un tempo mutato
verso il  ritorno del nuovo al passato.
Gambe alla foglia che stringe la via                                                          
fin sulla strada che va a casa mia
laddove un letto già sfatto mi attende
dove altro sangue la vita sottende
e sulla scia di un moderno "Milione"
gambe già pronte a dar corso all'azione.

- Rosanna Bazzano

giovedì 5 luglio 2012

Al Museum Quartier di Rosanna Bazzano




Budapest 2010





Al Museum quartier

Al Museum quartier
ho lasciato che tutti vedessero
il bastone tentennare
sull’acciottolato chiaro.

Tu camminavi
due passi avanti ai miei.
Lei mi chiedeva
se ciò mi umiliasse.
Io mi facevo pena.

All’uscita
mi hai infilato il cappotto
e sistemato il cappello,
io mi sentivo in fin di vita
ma ti ho sorriso.

Vienna, Natale 2008

Rosanna Bazzano


(Questa poesia è un vero regalo, una delle mie preferite, una di quelle più mie e più vere perché segna uno dei momenti più dolorosi della mia vita... quando la mia malattia mi ha costretta ad usare, per la prima volta in pubblico, un bastone... una di quelle poesie che non mostro mai)