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venerdì 28 febbraio 2014

"Ella mi mescé il vino…" di Muḥammad al-Muʿtamid




ella schiuse la veste… 
così come il boccio si apre dischiudendo il fiore
Milo Manara, Desiderio



Ella mi mescé il vino inebriante col solo suo sguardo

Ella mi mescé il vino inebriante col solo suo sguardo
ed or con la coppa ed ora con le sue labbra,
e le corde del suo liuto mi esaltavano
come udissi sulle corde dei colli fischiare la melodia
delle spade.
Ella schiuse la veste su un corpo qual tenero ramo
di salice,
così come il boccio si apre dischiudendo il fiore.

- Muḥammad al-Muʿtamid





Muḥammad al-Muʿtamid, (Beja, 1040 – Aghmat in Marocco, 1095), fu il terzo ed ultimo regnante musulmano della dinastia degli Abbadidi (dal 1069 al 1091) sulla Taifa di Siviglia, in al-Andalus. Secondo figlio di Abbād al-Muʿtadid, divenne erede quando il fratello maggiore fu messo a morte per ordine del padre per supposto tradimento. Ereditò dal padre il talento per la poesia ed il carattere spietato, oltre al trono di Siviglia nel 1069. Al-Mu'tamid fu protettore dei poeti arabi di al-Andalus; in particolare fu mecenate e amante del poeta arabo andaluso Ibn Ammar: la loro relazione fu assai tormentata e finì quando al-Muʿtamid uccise il poeta con le sue stesse mani, per poi farlo seppellire con grandi onori. Al-Muʿtamid stesso è considerato, a buon diritto, uno dei massimi poeti andalusi. Anche i poeti arabo-siciliani Ibn Hamdis e al-Ballanūbī furono suoi ospiti e amici.




Maurilio Manara detto Milo (Luson, 12 settembre 1945) è un fumettista italiano, conosciuto in Italia e all'estero per il fascino sensuale delle sue tavole.





mercoledì 26 febbraio 2014

"Gli ultimi giorni dell'inverno" di Attilio Bertolucci



portami con te nel mattino vivace
Leonid Afremov, Rain in love



Portami con te nel mattino vivace
le reni rotte l'occhio sveglio appoggiato
al tuo fianco di donna che cammina
come fa l'amore,
sono gli ultimi giorni dell'inverno
a bagnarci le mani e i camini
fumano più del necessario in una
stagione così tiepida,
ma lascia che vadano in malora
economia e sobrietà,
si consumino le scorte
della città e della nazione
se il cielo offuscandosi, e poi
schiarendo per un sole più forte,
ci saremo trovati
là dove vita e morte hanno una sosta,
sfavilla il mezzogiorno, lamiera
che è azzurra ormai
senza residui e sopra
calmi uccelli camminano non volano.

- Attilio Bertolucci




Attilio Bertolucci (San Prospero Parmense, 18 novembre 1911 – Roma, 14 giugno 2000) è stato un poeta italiano, padre dei registi Bernardo Bertolucci e Giuseppe Bertolucci.
La poesia di Bertolucci è a suo modo semplice, e immensamente complessa. La sua vocazione alla descrizione e al racconto lo ha naturalmente condotto ad evitare l'intensa liricità della poesia pura ed ermetica per rivolgersi piuttosto ad una lingua poetica intelligibile e alla narrativa in versi.




Leonid Afremov (nato il 12 Luglio, 1955 a Vitebsk , Bielorussia ) è un moderno artista impressionista russo-israeliano che lavora prevalentemente con un coltello e gli oli t

martedì 25 febbraio 2014

"Adoro la Dorata" - dal Papiro Chester Beatty I



canto le lodi di Hathor
"La dea Hathor e il Faraone Sethi I"
tavoletta ritrovata nella Tomba di Sethi I



STANZA QUINTA (uomo)
Adoro la Dorata,
lodo la sua maestà,
esalto la Signora del Cielo,
canto le lodi di Hathor,
inneggio alla dea sovrana.
Mi rivolgo a lei,
lei ascolta le mie preghiere
e mi invia la mia signora.
E' venuta per vedermi:
mi è avvenuto qualcosa d grande.
Fui allegro,
fui in gioia,
mi sentii grande,
quando mi si disse: "Viene, eccola".
Ecco, mentre lei avanzava,
s'inchinavano i giovani,
per la grandezza d'amore per lei.
Ho fatto un voto alla mia dea (Hathor, ndt).
Ella mi ha dato la mia amata,
dopo tre giorni che ho pregato in suo nome.
Era (l'amata, ndt) lontana da me da quasi cinque giorni.


- Liriche d'amore dal Papiro Chester Beatty I


La cosa che non smette mai di meravigliarmi è l'universalità del sentimento dell'amore, uguale ad ogni epoca e ogni latitudine…


La poesia d'amore fiorì in Egitto nell'età del Nuovo Regno (1552 - 1069). Ci sono giunte di quell'epoca otto raccolte di liriche amorose, in forma diretta o dialogica, sono cantate dell'amante alle bellezze dell'amato, i turbamenti, la nostalgia, il desiderio, il sogno.



Papiro Chester Beatty I  
Luogo: Libreria Chester Beatty di Dublino Origine: Deir El Medina
Scrittura: ieratico
Tipo: letterario/mitologico

Tre collezioni di poemi d'amore, divisi rispettivamente in sette, tre e sette parti. Appartennero originariamente allo scriba Qenherjopshef e passarono da diversi proprietari prima di essere deposti nella tomba dove furono trovati a Deir El Medina.
Narra la contesa fra Horo e Seth per il regno di tutto l’Egitto. Essi si rimettono al giudizio dell’Enneade divina che dopo tante peripezie si esprime a favore del primo.

Sembra che il papiro fosse destinato, come molte opere del periodo Ramesside, ad un pubblico in cerca di evasione in opere vivaci, piccanti e un po’ irrispettose verso le divinità.

"Tratto dal sito di Egittologia di Salvatore Di Peri"