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mercoledì 30 settembre 2015

"Sono fatta di cose nascoste" di Tiziana Curcio


sono fatta di cose nascoste...
Jack Vettriano


Sono fatta di cose nascoste.
Sono fatta di cose che non mi piace mostrare subito,
mi piace tenerle per me e conservarle per quando sento,
per quando riesco a sentire che, sì,
ne vale la pena di mostrarle.
Sono fatta di cose nascoste.
Mi piace sussurrarle a bassa voce,
silenziosamente.
Come la dolcezza. E’ estrema.
E’ celata nelle parole, negli occhi, nei sorrisi.
E’ dentro, nei sogni.
Tace, è radicata dentro.
E’ custodita gelosamente.
Chi smuove la corazza, la mia corazza
fatta di cemento, di dura fragilità ,
mi fa tremare.
Tocca la mia sensibilità,
posa una mano sul cuore.
Sono fatta di cose nascoste,
e ogni piccola cosa mi emoziona.
Non mostro facilmente la dolcezza,
ma ne scrivo, ne parlo.
E’ scritta sulle mani, sulle lacrime,
su un abbraccio.
E’ tutta lì.
Sono fatta di cose nascoste.
Come la luna, alla notte.
Mi mostro un po’ alla volta.
Mi nascondo.
Poi, (ri)splendo…

- Tiziana Curcio



C'è quel che appare, quel che vogliamo mostrare, e quello che nascondiamo... per dignità, per pudore, per paura, ma anche per vigliaccheria...
Ma per ogni porta c'è una chiave, c'è un momento, c'è una persona giusta...

Ogni persona è un abisso, vengono le vertigini a guardarci dentro. (dal film "La tigre e la neve)

domenica 27 settembre 2015

"Gentilhommerie" di Libero Bovio

conoscerai un furmino io chi è
Giovanni Boldini, Il conte Montesquiou




Gentilhommerie

Noi siamo canoscenti di famiglia,
io voglio bene ad ello ed ello a me;
ho detto al patro: Se mi dai tua figlia
è un crandissimo onoro anco per te,


ché se tu scendo abbasso all’Acquaquiglia,
conoscerai un furmino io chi è,
ed inti poi comanto la quatriglia,
perché proceto con il « calatè ».

Nel caso in cuio nel qualo vi necato
a questo matrimmonio, io m’addinocchio
ai vostri pieto e dico: Preddonato...

E, senza la più piccola amminaccia,
a voi vi sputerebbe dentro a un occhio,
e alla bardascia le tagliasse ’a faccia.


- Libero Bovio


Traduzione

Noi siamo conoscenti di famiglia
io voglio bene a lei e lei a me
ho detto al padre se mi dai tua figlia
è un grandissimo onere anche per te

che se tu scendi giù all'Anticaglia
conoscerai in un fulmine chi è
e che comando la quadriglia
perché procedo con il galatè

Nel caso in cui voi vi negate
a questo matrimonio, io m'inginocchio
ai vostri piedi e dico:  perdonate...

E senza la più piccola minaccia
a voi vi sputo dritto dentro un occhio
e alla bagascia gli taglio la faccia

- Libero Bovio, trad. Rosanna Bazzano


Quando la forma diventa sostanziale! 
La particolarità della poesia scritta dal grande don Liberato, sta tutta nel farraginoso italiano, volutamente storpiato, con cui viene costruita questa richiesta di matrimonio di un sedicente guappo d'altri tempi... Tradotta in italiano non rende l'umorismo che la pervade e che tende a mettere in ridicolo un atteggiamento da bullo da quattro soldi, un volere apparire, attraverso il parlare "taliano", il galantuomo che non si è...


"Essere o non essere... questo è il problema!" - William Shakespeare



Libero Bovio (Napoli, 8 giugno 1883 – Napoli, 26 maggio 1942) è stato un poeta, scrittore, drammaturgo, giornalista italiano, autore di testi di molte celebri canzoni in lingua napoletana. Insieme a Salvatore Di Giacomo, Ernesto Murolo ed E. A. Mario è stato un artefice della cosiddetta epoca d'oro della canzone napoletana.









Giovanni Boldini (Ferrara, 31 dicembre 1842 – Parigi, 11 gennaio 1931) è stato un pittore italiano.

« Per quanto superficiale e pieno di lenocini divenisse il suo lavoro, Boldini fu capace di trasmettere nello spettatore la gioia ispiratagli dalle assurdità che ritraeva. Anche il più insopportabile dei suoi ritratti rivela un immenso divertimento. »
(Cecil Beaton, The Glass of Fashion, 1955)




venerdì 25 settembre 2015

"Stavo zitta" di Anne Elisabeth De Noailles

stavo zitta
Norvich Fernandez - Austria








Stavo zitta, avevo fatto voto

di non rimproverarti mai

il tuo spirito squadrato, vuoto, negato

a ogni slancio, a ogni sfogo,


ma questa sera che il cielo d’autunno

sfoglia un sole struggente,

lascia che la mia voce si abbandoni

a tradire i segreti del sangue:


– Lo sai tu, caro cuore senza dolcezza,

cara anima insensibile e ostinata,

in questo giorno che io ti confesso

la mia nativa e fiera tristezza,

quante volte mi sono ammazzata?


- Anne Elisabeth De Noailles, trad. Paola 
Mastrocola


La scelta di tacere nasce sempre dalla constatazione di non essere compresi, accettati.
È una scelta radicale, vuol dire aver capito che l'altro non ha interesse a fare parte della nostra vita, e per questo fare appello alla propria dignità ed escluderlo dalla propria vita, dapprima interiore, poi col persistere della situazione, inevitabilmente ci si separa anche in quella fisica... È la confidenza che crea il rapporto, sia esso di amicizia che amoroso, io ho perso qualche amica proprio così, quando ho cominciato ad avvertire l'inutilità di dirgli il dolore che sentivo...

"Rapportarsi vuol dire mettersi in relazione, dove non c'è rapportarsi non c'è relazione..." - Rosanna Bazzano