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venerdì 30 settembre 2016

"Dialettica" di Vinicius De Moraes

capita che io sia triste
Vladimir Volegov, Guardando il mare


DIALETTICA
È chiaro che la vita è buona
e l'allegria, l'unica indicibile emozione
è chiaro che ti trovo bella
e benedico in te l'amore delle cose semplici
è chiaro che ti amo
e ho tutto per essere felice
ma capita che io sia triste…

- Vinicius De Moraes



Una lunga assenza, vi sono mancata?
Riprendiamoci uno spazio per le parole. 
Io sono qui...






Vladimir Volegov è nato a Chabarowsk in Russia.
Inizia a dipingere alla tenera età di tre anni. Si diploma presso la scuola d’arte "Krivoj Rog".

La sua fama è in continua ascesa. I suoi dipinti sono riconosciuti e apprezzati nel mondo internazionale dell’Arte.








Marcus Vinícius da Cruz de Mello Moraes (Rio de Janeiro, 19 ottobre 1913 – Rio de Janeiro, 9 luglio 1980) è stato un poeta, cantante,compositore, drammaturgo e diplomatico brasiliano, noto più semplicemente come Vinícius de Moraes. Proveniente da famiglia facoltosa, fu addetto d'ambasciata e, come autore di testi, scrisse numerosi classici; da un suo dramma fu inoltre tratto il film Orfeo negro.

venerdì 22 luglio 2016

"La libertà dell'amore" di Louis Cernuda

E il mio corpo e la mia anima fluttuano 
nel suo corpo e nella sua anima
Marc Chagalle, Il compleanno



Non conosco libertà se non quella 
di essere innamorato di qualcuno

Il cui nome non posso ascoltare senza rabbrividire


Qualcuno per il quale mi dimentico della mia meschina esistenza

E il giorno e la notte sono per me ciò che lui soltanto desidera

E il mio corpo e la mia anima fluttuano
nel suo corpo e nella sua anima

come pezzi di legno dispersi
che il mare annega o innalza

Liberamente, con la libertà dell’amore,

l’unica libertà che mi esalta,

l’unica libertà per la quale muoio.

Tu giustifichi la mia esistenza:

Se non ti conosco, non ho vissuto;

Se muoio senza conoscerti, non muoio,
perché non ho mai vissuto.


- Luis Cernuda

mercoledì 1 giugno 2016

"che io giunga a te..." di Rosanna Bazzano


dove, riflesso di zaffiro, 

illumini i sentieri che ti giungono?
Vladimir Volegov, Al mare



"... e non ci sarai,
come non ci sei,
ma nessuno si accorge di tanta fragorosa assenza.
Il mare fa quello scintillio
che mi piace tanto,
e io m'incanto
e vorrei poterlo portare via con me,
ma non ci sono mai riuscita,
perché le cose belle pare siano inafferrabili.
Dove sarai, tu unico,
tu tutto, tu ineffabile...
In quale abisso mi stai aspettando,
dove, riflesso di zaffiro,
illumini i sentieri che ti giungono.
Dove, fresco Meltemi,
fermerai il tuo passo
per aspettare il mio
così pesante e greve.
Mio pane candido,
spiga che si flette verso il mio corpo-terra,
mio gravido seme di domani,
giungimi dentro l'anima,
germogliami in grembo la speranza.
Tutto risplende il mondo di bellezza, 

perché tu sei nel mondo,
ed io soltanto, nel tempio della vita,
non vedo l'altare
dove si fa sacra la tua persona immensa.
Io spenta fiaccola,
io vergine senza olio alla mia lampada,
io ombra nel cono d'ombra dove mi nascondo.
Ma tu, mio gelsomino d'oriente,
spanditi con possenza,
che io ti segua cieca,
mio calicanto, mio narciso,
che io sappia che esisti e mi aspetti,
che io non abbia più paura né catene,
e giunga a te, legge lieve del cielo,
malinconia dolce, prima stella della tua sera,
in qualunque angolo del mondo."


-Rosanna Bazzano




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